giovedì 31 marzo 2016

Questa è l’Italia: tolta la tassa sugli yacht, messo il bollo sulle auto ecologiche !!


Questa è l’Italia: tolta la tassa sugli yacht, messo il bollo sulle auto ecologiche !!

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Mentre a Roma il Governo toglie la tassa sugli yacht ai super ricchi, in Piemonte il governo regionale impone il bollo alle auto ecologiche, paradossi di questa Italia e di questa “classe dirigente” che toglie le tasse ai ricchi e le mette a chi fatica ad arrivare a fine mese.
Torino – L’accordo tra le forze politiche, che dovrà passare al vaglio del Consiglio regionale per essere approvato, prevede un mini-bollo per le auto bi-fuel ed i veicoli con impianto Gpl installato dopo l’immatricolazione. Dopo il sesto anno di possesso gli automobilisti possessori di questi veicoli, anche se ecologici dovranno pagare 1/3 della tassa ordinaria.
Restano invece esenti da qualsiasi forma di tassa di possesso i veicoli a metano e quelli elettrici.
Questa è l’Italia: tolta la tassa sugli yacht, messo il bollo sulle auto ecologiche !!
fonte: http://www.sostenitori.info/tolta-la-tassa-sugli-yacht-messo-il-bollo-sulle-auto-ecologiche/

SVIZZERA, EQUIPARATE LE MEDICINE COMPLEMENTARI

L'amministrazione federale svizzera ha fatto sapere in una nota che la medicina complementare e alternativa sarà equiparata alle altre specialità mediche e che l'assicurazione per le cure continuerà a rimborsare le relative prestazioni.

Svizzera, equiparate le medicine complementari
L'Assicurazione Obbligatoria delle Cure Medico-Sanitarie (AOMS) continuerà a rimborsare le prestazioni di Medicina Complementare e Alternativa.
«Il Dipartimento Federale dell'Interno (DFI)intende equiparare la Medicina Complementare e Alternativa alle altre specialità mediche e avvia l'indagine conoscitiva per le modifiche delle rispettive ordinanze - si legge nella nota dell'amministrazione federale - Nel maggio 2009 Popolo e Cantoni hanno approvato a larga maggioranza il nuovo articolo costituzionale sulla considerazione della Medicina Complementare e Alternativa. Dal 2012 l'Assicurazione Obbligatoria delle Cure Medico-Sanitarie (AOMS, assicurazione di base) assume provvisoriamente i costi delle prestazioni dellamedicina antroposofica, della medicina tradizionale cinese, dell'omeopatia e della fitoterapia fino al 2017. Il rimborso delle prestazioni è provvisorio e a tempo determinato perché l'efficacia, l'appropriatezza e l'economicità delle quattro specialità di medicina complementare dovevano essere ancora comprovata. Si è ora delineata l'impossibilità di attestarne la rispondenza globale a questi criteri. È stata quindi elaborata una procedura articolata con il coinvolgimento delle cerchie interessate. D'ora in poi le specialità della medicina complementare e alternativa dovranno essere equiparate alle altre specialità mediche rimborsate dall'AOMS. Pertanto, a determinate condizioni (tradizione di applicazione e di ricerca, evidenza scientifica ed esperienza medica, perfezionamento) varrà anche per esse il principio della fiducia e del rimborso delle prestazioni da parte dell'AOMS. Analogamente a quanto già avviene per le altre specialità mediche, la verifica si limiterà a singole prestazioni controverse. Per l'attuazione di questi obiettivi sono necessari adeguamenti delle ordinanze, da un lato per determinare se per le prestazioni di una determinata specialità debba essere applicato il principio della fiducia, dall'altro per poter valutare singole prestazioni controverse secondo i criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità. Oltre alle quattro specialità già rimborsate provvisoriamente, l'equiparazione dovrà riguardare anche l'agopuntura, che già oggi è rimborsata dall'AOMS a tempo indeterminato. Il DFI avvia per le rispettive modifiche delle ordinanze un'indagine conoscitiva che si concluderà il 30 giugno 2016. Le cerchie interessate hanno collaborato ai lavori. L'entrata in vigore delle modifiche delle ordinanze è prevista per il 1° maggio 2017. Ciò consentirà all'AOMS di continuare a rimborsare le prestazioni di medicina complementare senza soluzione di continuità».
L'Italia invece è ancora al palo e, al momento, sui media mainstream campeggiano le crociate della più arroccata Accademia che continua a opporre una feroce resistenza a ciò che nel resto del mondo sta andando avanti

Tratto da: http://www.terranuova.it/Medicina-Naturale/Svizzera-equiparate-le-medicine-complementari

Il TTIP può danneggiare gravemente la salute pubblica…e non solo

Il TTIP, trattato USA-UE su commercio e investimenti, oggetto di negoziati a lungo tenuti segreti, getta molte ombre su temi rilevanti per la salute dei cittadini. Un articolo pubblicato su Epidemiologia&Prevenzione analizza ciò che può mettere a rischio non solo la qualità dei cibi, ma anche l’accesso alle cure sanitarie, le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici, la sovranità dei singoli Stati europei. Una minaccia non solo per la salute degli individui, dunque, ma anche per la stessa democrazia in Europa.

Il potenziale impatto del partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti (TTIP) sulla salute pubblica è il titolo dall’articolo pubblicato daEpidemiologia & Prevenzione, rivista dell’Associazione italiana di epidemiologia, a firma di Roberto De Vogli e Noemi Renzetti (University of California Davis, US) in cui vengono passati in rassegna i diversi capitoli del TTIP che potrebbero interagire con la tutela della salute dei cittadini europei.
Il TTIP, versione europea dei trattati di libero commercio (NAFTA e TPP) già in vigore dall’altra parte del mondo, è un documento complesso. Gli autori analizzano i possibili effetti sulla salute dell’introduzione del Trattato scandagliandone meticolosamente il testo, mettendo a confronto le opinioni di sostenitori e detrattori, e sostanziando la loro analisi con esempi concreti.
ACCESSO AI FARMACI E ALL’ASSISTENZA SANITARIA
In teoria, favorendo gli scambi tra le due sponde dell’Oceano e promuovendo una maggiore cooperazione tra le istituzioni governative che sovrintendono alle politiche dei farmaci, il TTIP potrebbe migliorare la cooperazione scientifica nella ricerca farmacologica e ridurre la duplicazione di processi. Ma il capitolo sulla proprietà intellettuale e sugli aspetti commerciali ad essa connessi, che estendono il monopolio dei brevetti, porterebbe a un aumento dei prezzi dei medicinali e, in ultima istanza, a diminuire l’accesso alle cure, soprattutto dei soggetti più svantaggiati.
Non solo. Una possibile minaccia viene dal capitolo relativo all’accordo sui servizi che, oltre a prevedere l’apertura dei servizi sanitari pubblici alla concorrenza, anche privata, comprende una clausola cosiddetta «antiarretramento», che impedisce a servizi pubblici che siano stati privatizzati di ritornare in mano pubblica, configurando «una grave violazione contro la libertà delle nazioni di scegliere il proprio sistema sanitario di preferenza».
CONSUMO DI ALCOL E TABACCO
Episodi già verificatisi in diverse parti del mondo dimostrano come politiche attuate per limitare il consumo di alcol e tabacco siano state attaccate in quanto considerate ostacoli al libero commercio.
Una situazione aggravata dal capitolo del TTIP riguardante le controversie tra investitori e singoli Stati, che consente agli investitori stranieri di citare in giudizio, di fronte a tribunali internazionali privati, gli stati che abbiano approvato una legge in grado di ridurre il valore del loro investimento. «Un meccanismo che le multinazionali del tabacco hanno già mostrato di essere ben predisposte a sfruttare» sottolineano De Vogli e Renzetti ricordando il caso dell’Uruguay, citato in giudizio da Philip Morris nel 2010 per aver apposto immagini shock sui pacchetti di sigarette a fini dissuasivi.
PATOLOGIE CORRELATE ALLA DIETA E L’AGRICOLTURA
Spingere verso regimi normativi meno restrittivi nel commercio è uno degli obiettivi del TTIP che potrebbe avere riflessi negativi sia sui consumi alimentari sia sulla sicurezza degli alimenti.
L’esempio del Messico è illuminante: dalla introduzione del NAFTA, nel 1994, e il conseguente aumento della presenza nel Paese di multinazionali del fast food e dei soft drink, il Messico è al secondo posto nel mondo per consumo di bevande zuccherate e ha una delle più alte prevalenze di diabete nel Pianeta.
Ma c’è un altro rischio, questa volta collegato al capitolo “misure sanitarie e fitosanitarie” che riguarda le norme sulla presenza negli alimenti di additivi alimentari, contaminanti, tossine. Il pericolo è che le norme europee vengano annacquate per avvicinarsi a quelle, notoriamente meno restrittive, d’Oltreoceano. Potrebbero così aumentare le importazioni non solo di cibi geneticamente modificati, ma anche di carni bovine trattate con ormoni e di polli trattati con il cloro(pratiche permesse negli Stati uniti).
SALUTE AMBIENTALE
«Il più grave effetto sulla salute del TTIP presumibilmente riguarda la sua capacità di influenzare le politiche ambientali» sostengono gli autori. Per esempio, le disposizioni in merito alle controversie tra investitori e Stati «potrebbero molto probabilmente essere sfruttate da grandi aziende di combustibili fossili per citare in giudizio quei governi che cercano di limitare l’estrazione e l’esportazione dei combustibili stessi», in contraddizione con gli impegni appena presi dalla conferenza sul clima di Parigi.
PROFITTO VS SALUTE
Gli autori concludono con una valutazione delle possibili ricadute del TTIP sulle politiche interne degli Stati, portando come esempio anche quanto già verificatosi in altri Paesi dove da anni sono in vigore simili trattati di libero scambio (come il NAFTA in Nordamerica).
«La nostra analisi» affermano «dimostra come, nonostante i promotori del TTIP sostengano che il trattato produrrà effetti vantaggiosi su fattori in grado di migliorare la salute, come la crescita economica e l’occupazione, l’evidenza storica documenti invece che le politiche di liberalizzazione commerciale tendono a incrementare le disuguaglianze economiche e, con esse, la possibilità di accedere alle cure».
E chiosano: «La politica commerciale non dovrebbe considerare le regole dirette a tutelare la salute pubblica come ostacoli tecnici al commercio, e il “diritto a trarre profitto” non dovrebbe avere la priorità sul “diritto alla salute”».
Nelleditoriale che accompagna l’articolo di De Vogli e Renzetti sullo stesso fascicolo di Epidemiologia & Prevenzione, Paolo Vineis, noto epidemiologo italiano che lavora all’Imperial College di Londra, mostra con esempi ben documentati che tutte le strategie razionali per far fronte ai cambiamenti climatici e alla diffusione delle malattie non trasmissibili (co-benefit) vanno in una direzione opposta a quella neoliberista implicita nei trattati internazionali come il TTIP.
La campagna Stoop TTIP Italia organizza per il 7 maggio una mobilitazione nazionale a Roma: QUI gli aggiornamenti

Coltivare le fragole in casa, su vaso o terreno: pratici e utili consigli


Le fragole sono quei frutti delle piante del genere Fragaria a cui appartengono molte specie differenti.
Il realtà la fragola viene definita un “falso frutto“, o frutto aggregato, perchè non è altro che il ricettacolo ingrossato di un’infiorescenza: benchè le fragole siano considerate dei frutti dal punto di vista nutrizionale, non lo sono dal punto di vista botanico, dal momento che i frutti veri e propri sono i cosiddetti acheni, vale a dire i semini gialli che si vedono sulla superficie della fragola.
Le fragole sono dei frutti molto gustosi che generalmente piacciono a grandi e piccini e spesso vengono impiegati come guarnizione di dolci o di macedonie.




Si tratta inoltre di piante che richiedono di cure minime e di poco spazio per essere coltivate, proprio per questo motivo sono in tanti a disporre nei propri balconi o nel proprio orticello delle piantagioni di fragole.
Ma cosa bisogna fare per coltivarle nel migliore dei modi? In quale periodo deve essere coltivata? Qual è il periodo di fioritura e fruttificazione? E quali cure richiede questa pianta?
Sono questi i principali quesiti che si pone chi vuole coltivare una piantagione di fragole, per cui oggi vogliamo darvi qualche delucidazione a riguardo.
Anzitutto va detto che le fragole oggi comunemente coltivate sono ibridi derivanti dall’incrocio tra varietà europee e varietà americane.
Quelle maggiormente coltivate e commercializzate appartengono a due tipi di varietà:
– La varietà non fiorente, la cui fruttificazione avviene una sola volta all’anno in Primavera;
– La varietà fiorente, la cui fruttificazione avviene più tardi (Giugno-Luglio) e più volte all’anno fino alla stagione autunnale.
In ogni caso, le prime fragole si sviluppano nell’anno successivo alla piantagione.
Le fragole per svilupparsi necessitano di un terreno fresco e umido, per questo motivo il periodo più adatto alla loro coltivazione è Settembre, quando la terra è ancora calda e umida.
Potete scegliere di coltivare le vostre fragole o in un orticello o in un piccolo terreno, se ne disponete, oppure in un vaso o fioriere.
COLTIVAZIONE DELLE FRAGOLE SU UN TERRENO










Nel primo caso, sappiate che non serve disporre di un terreno di grandi dimensioni. Pulite il terreno da sassi, radici ed erbacce, poi fate delle collinette di terra alte 20 cm e larghe 60 cm così che, piantati su queste collinette,  i frutti non saranno in contatto diretto con la terra. Disponetevi sopra un telo pacciamante di colore nero, che tiene a bada le piante infestanti. Fissate il telo agli angoli con sassi di grandi dimensioni o come potete.

Le piantine vanno poste su singole file a circa 20-25 cm di distanza una dall’altra, avendo l’accortezza di scavare un buco della profondità giusta, in modo che la base della pianta sia parallela al terreno.  Bucate ovviamente il telo nel punto in cui andate a porre la piantina.
Riempite poi le buche con altro terriccio e premete per bene in modo da coprire al meglio l’apparato radicale.
COLTIVAZIONE DELLE FRAGOLE SU VASO O FIORIERE

Nel secondo caso, invece, vi basta piantare le piantine in un vaso che sia però bucherellato e alto almeno 25 cm. Meglio se in fondo aggiungete 3cm circa di ghiaia per assicurare un buon drenaggio.

Un consiglio è quello di coltivare le piantine in vasi che contengano in parti uguali per metà terra da giardino e per metà terriccio da piantagione.
Anche in questo caso, le piantine vanno poste su singole file a circa 20-25 cm.
Ebbene, in entrambi i casi ricordatevi che molto importante è l’esposizione delle piantine al sole, a patto che questo non le raggiunga per un elevato numero di ore ogni giorno.
La siccità prolungata, infatti, inibisce la fioritura e conseguentemente anche la fruttificazione. Pertanto, le piantine vanno innaffiate con cura abbastanza spesso, in modo da mantenere il terreno fresco e umido, ma mai inzuppato d’acqua, perchè questo potrebbe far marcire le piante.
Bisogna innaffiare alla base della pianta e non sulle foglie, nè tanto meno sui frutti che, se bagnati, possono essere più soggetti a malattie e marciume.
Una buona soluzione potrebbe essere quella di utilizzare un impianto di irrigazione a goccia.
Altra cosa da fare è eliminare regolarmente gli stoloni, soprattutto in inverno, vale a dire quei rami laterale che che si sviluppano al piede principale della pianta e che si allungano scorrendo sul suolo, o appena sotto il terreno, emettendo radici e foglie dai nodi da cui si generano nuove piantine.
In questo caso, dunque, è bene rimuovere le nuove piantine generate e piantarle in una nuova aiuola o in un nuovo vaso, in modo che la coltivazione non diventi eccessivamente ammassata.
Buona coltivazione a tutti!

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Perchè sono rimasti muti Obama e Cameron dopo la peggiore sconfitta del Daesh (Isis) a Palmira?


Perchè sono rimasti muti Obama e Cameron dopo la peggiore sconfitta subita dallo Stato Islamico a Palmira? Se lo chiedono “The Independent” e molti cittadini britannici.

Con l'appoggio dell'aviazione russa, l'Esercito siriano è riuscito a riprendere il controllo della città di Palmira,una dura sconfitta per lo Stato Islamico (ISIS) su cui non si sono pronunciati i leaders degli Stati Uniti e del Regno Unito, lo scrive "The Independent".
"Lo Stato Islamico ha appena subito la sua peggiore sconfitta in più di due anni, tuttavia ne il presidente degli USA Obama, nè il primo ministro del Regno Unito Davis Cameron, hanno detto una sola parola su questo avvenimento", scrive Robert Fisk, corrispondente del giornale britannico "The Independent".
Palmira
Il personale tecnico nella base aerea Hmeimim in Siria dove si trovano gli aerei russi.
© SPUTNIK. ESCLUSIVA, DMITRIY VINOGRADOV
Meno di una settimana dopo che le "anime perse" del "Califfato islamico" avevano distrutto le vite di più di 33 innocenti a Bruxelles, dovremmo tutti applaudire il rovescio più schiacciante subito dall'ISIS nella sua Storia, la perdita dell'antica città storica romanica di Palmira, dichiarata patrimonio culturale dell'Umanità dall'Unesco. Tuttavia, non appena i maestri neri delle esecuzioni capitali sono fuggiti da Palmira, Cameron e Obama "sono rimasti tanto muti come la tomba a cui l'ISIS ha inviato tante delle sue vittime", scrive Fisk.
Colui il quale ha dato l'ordine di ammainare la nostra bandiera nazionale in onore del re dell'Arabia Saudita (sto parlando di Cameron naturalmente) non ha pronunciato una sola parola.
Sono stati l'Esercito siriano, Hezbollah e gli iraniani , appoggiati dai bombardamenti russi, quelli "che hanno buttato fuori gli assassini dell'ISIS da Palmira", mentre gli USA affermano di aver lanciato soltanto due attacchi aerei contro l'ISIS nelle vicinanze di Palmira, nei giorni precedenti alla sua riconquista. Secondo il giornalista inglese, questo atteggiamento " fa capire tutto quello che occorreva sapere circa la guerra contro il terrore degli USA: hanno voluto distruggere l'ISIS ma neppure tanto".
Come era solito dire il mio defunto vecchio collega nel Sundaty Express, John Gordon, fatti sentire un poco, no? Qui ci sta l'Esercito siriano, appoggiato naturalmente da Vladimir Putin e dai russi, che sono riusciti ad annientare e gettare fuori dall'antica città i sinistri pagliacci dell'ISIS e noi britannici non ci azzardiamo a pronunciare una sola parola per dire che è stata una cosa ben fatta.
Quando Palmira era caduta nelle mani dell'ISIS, l'anno scorso, avevamo predetto la prossima caduta di Al- Assad.
L'esercito siriano riconquista Palmira
© SPUTNIK. VITALY PODVITSKY
L'esercito siriano riconquista Palmira
Abbiamo ignorato e siamo rimasti in silenzio di fronte alla insistente domanda dell'Esercito siriano: perchè, se gli americani odiano tanto l'ISIS, non hanno bombardato i convogli dei terroristi, che avevano visto avanzare nel deserto, quando questi hanno rotto le linee dell'Esercito siriano? Perchè loro non attaccano l'ISIS?Questa domanda me la aveva fatta un generale dell'Esercito siriano dopo che i suoi soldati erano stati sconfitti e suo figlio era morto difendendo Homs. I suoi uomini erano stati catturati ed erano stati uccisi con la testa mozzata in mezzo alle rovine di Palmira.
Noi allora siamo rimasti in silenzio.
© AP PHOTO/ JACQUES BRINON
Ho scritto molte volte che l'Esercito siriano sarà quello che deciderà il futuro della Siria. Se riuscirà a conquistare anche Raqqa y Deir el-Zour, dove il Fronte Al Nusra (sostenuto dai sauditi) ha distrutto la Chiesa del genocidio armeno del 1915 ed ha gettato le ossa dei morti del genocidio dei cristiani per le strade, prometto che staremmo zitti un'altra volta.
La parte storica di Palmira liberata dai terorristi
© SPUTNIK. MIKHAIL VOSKRESENSKIY
Si presuppone che noi dovremmo distruggere l'ISIS? Dimenticalo. Questo è un lavoro di Putin e di Assad.
La gente deve solo pregare per la pace. Non è forse così?
E Ginevra dove si trova esattamente?..
Nota: Tanto meno si è sentita una parola in proposito, per rallegrarsi della  riconquista di Palmira, da parte del premier italiano Matteo Renzi e neppure dal suo ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, lo stesso che, "preoccupato" per l'intervento russo in Siria, quando questo iniziò in Settembre, ebbe ad affermare: " se Mosca "avesse l'illusione di risolvere mano armata la situazione sarebbe una complicazione del quadro, uno sviluppo negativo"…
Originariamente pubblicato sul sito controinformazione.info


Leggi tutto: http://it.sputniknews.com/opinioni/20160331/2384097/daesh-palmira-sconfitta.html#ixzz44VRIU8XO


L'ondata neoliberista travolge l'Argentina: aumentano fino al 500% le tariffe di acqua, trasporti, elettricità e telefonia

In pochi mesi il governo Macri ha effettuato forti aumenti nei principali servizi pubblici del paese e realizzato licenziamenti di massa


L'ondata neoliberista travolge l'Argentina: aumentano fino al 500% le tariffe di acqua, trasporti, elettricità e telefonia



di Fabrizio Verde

La parola d'ordine è «normalizzare l'economia», dove il termine normalizzare significa riportare indietro le lancette della storia, tornare alla «larga noche neoliberal» che drammi inenarrabili ha prodotto a queste latitudini. 

Il mese di aprile non inizierà sotto un buon segno per gli argentini, infatti, il governo neoliberista di Mauricio Macri ha decretato aumenti fino al 500% delle tariffe dei principali servizi pubblici. Vale a dire acqua, elettricità, carburante e trasporti in Argentina.

Il quotidiano Pagina 12 informa che le tariffe relative al servizio idrico subiranno un aumento del 500%, quelle del gas incrementeranno del 300%, mentre i trasporti del 150%. 

Nel caso dell'acqua l'aumento è richiesto dall'azienda statale Agua y Saneamientos Argentinos (Aysa), che già in varie occasioni durante il mandato della presidente Cristina Fernández de Kirchner aveva insistito per ottenere un sostanzioso incremento.

Una richiesta sempre respinta dal governo kirchnerista che aveva come obiettivo primario quello di proteggere il popolo argentino.

Il Ministro dell'Energia, Juan José Aranguren, ha confermato che gli aumenti del gas saranno del 300%. Forti incrementi si segnalano anche nel settore dei carburanti: Luis Malchiodi presidente della Federación de Entidades de Combustible de Argentina ha annunciato che la nafta aumenterà di pari passo con l'inflazione. 

Stangata in arrivo anche per la telefonia fissa: le autorità hanno concordato con le compagnie telefoniche aumenti del 186%, come informa TeleSur. «Si tratta del primo aumento accordato dal Potere Esecutivo dopo 14 anni di tariffe congelate». Questo il commento del quotidiano Pagina 12.

Queste misure vanno a sommarsi ai licenziamenti di massa e alla stretta repressiva imposta dal regime neoliberista di Mauricio Macri. 






CICLONE ASSAD: “REGNO UNITO, FRANCIA E TURCHIA SOSTENGONO IL TERRORISMO”

l presidente siriano, intervistato dal russo Sputnik: "La fase di transizione deve prevedere un governo composto da varie forze politiche"

“Il terrorismo è il vero problema. E’ sostenuto direttamente dalla Turchia. E’ sostenuto direttamente dalla famiglia reale dell’Arabia Saudita e da un certo numero di Stati occidentali, in particolare dalla Francia e dal Regno Unito”. L’accusa arriva da Bashar al Assad, intervistato da Sputnik, quotidiano vicino al Cremlino.
Il rais ha poi parlato fase di transizione in Siria che, secondo lui, deve avvenire “nel quadro dell’attuale costituzione” e deve prevedere “un governo di unità nazionale” che comprenda “varie forze politiche”. Tale esecutivo dovrà essere composto da membri “dell’opposizione, indipendenti, dell’attuale governo e altri”. Il suo obiettivo primario dovrebbe essere quello di “lavorare alla nuova costituzione e farla votare dal popolo siriano”, solo dopo la transizione alla nuova costituzione “può avere luogo”.
Assad si è detto poi certo che molti “Paesi che erano contro la Siria, voglio dire prima di tutti i Paesi occidentali, cercheranno di portare le loro aziende a partecipare a questo processo. Per noi, in Siria, non c’è assolutamente alcun dubbio che chiederemo, prima di tutto, ai nostri Stati amici, principalmente dalla Russia. Penso – ha concluso – che le aziende russe avranno un ampio spazio per contribuire alla ricostruzione della Siria”






L’INCREDIBILE STORIA DEL GLIFOSATO DI BRUXELLES E LO “SHEEP DIP”


DI F.WILLIAM ENGDAHL
journal-neo.org

In una storia di corruzione a Bruxelles, quasi troppo grossolana per essere vera, la Commissione dell’Unione Europea è pronta ad approvare l’autorizzazione di utilizzare un elemento chimico provato cancerogeno, il glifosato, nonostante gli avvertimenti dell’organizzazione mondiale della sanità e da numerosi scienziati indipendenti che ne segnalano la tossicità per animali ed esseri umani. Soltanto sostenute proteste hanno costretto la UE a procrastinare a sorpresa la data prevista delle votazioni per la ri-approvazione.

Il Commissario UE alla Salute e alla sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis ha procrastinato la conferma dell’autorizzazione del glifosato questo mese, non per una coraggiosa risposta morale contro il corrotto gruppo della commissione UE per la sicurezza alimentare (EFSA) ed a favore di rinnovare l’autorizzazione all’impiego per il diserbante più usato al mondo, il glifosato. Il commissario è comunque prontissimo a concedere l’autorizzazione, nonostante il fatto che il comitato scientifico dell’Organizzazione mondiale della sanità nel 2015 ha catalogato il glifosato come probabile cancerogeno per animali ed esseri umani. Il commissario ha procrastinato la votazione soltanto perché quattro tra gli stati membri UE, a sorpresa, si sono rifiutati di approvare il rinnovo. Adesso Andriukaitis e il cartello dei diserbanti OGM stanno confabulando per trovare un modo alternativo di fare approvare il rinnovo nel silenzio.
Il glifosato è un composto chimico altamente tossico che è l’ingrediente principale del diserbante Roundup della Monsanto, diserbante più usato al mondo. In diverse combinazioni il glifosato è comunque venduto da quasi ogni compagnia agrochimica al mondo tra cui BASF, Syngenta, Dow Chemical, DuPont e la Cinese  Zhejiang Wynca Chemical.

Francia: proteste in 200 città, scontri con la polizia

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Scontri stamani in Francia tra polizia e manifestanti, scesi in piazza in oltre 200 città contro la riforma del lavoro voluta del governo del presidente Francois hollande e del premier Manuel Valls. Violenza si sono registrate città di Nantes e Rennes, nell’ovest del Paese, mentre dieci persone sono state arrestate a Parigi, all’indomani dell’imbarazzante retromarcia di Hollande sulle modifiche costituzionali in chiave antiterrorismo.
Lo sciopero nazionale ha causato la chiusura della Tour Eiffel, ha sconvolto i trasporti pubblici e ha provocato la chiusura o l’occupazione da parte degli studenti di decine e decine di scuole. La polizia antisommossa ha invaso le strade e si è scontrata con i manifestanti a Nantes e Rennes. Secondo fonti di polizia dieci persone sono state fermate nella capitale dove la gente è scesa per strada sotto gli striscioni “vogliamo di più” e “un colossale salto in avanti nel 19esimo secolo”.
A coronare la settimana nera di Hollande lo sciopero dei controllori di volo, per motivi diversi, che ha esposto migliaia di viaggiatori al rischio caos e ha causato code di 400 chilometri sulle autostrade attorno a Parigi.Il governo socialista ha avviato un tentativo disperato di far approvare la sua riforma del mercato del lavoro, con l’obiettivo di ridare fiato a un’economia asfittica prima delle elezioni presidenziali del prossimo anno. Ma la scorsa settimana le proteste di lavoratori e studenti sono diventate violente e i manifestanti hanno promesso una prova di forza ancora più imponente per oggi.
La rabbia dei dimostranti si indirizza sulle norme che facilitano i licenziamenti economici, che pure sono già state diluite per placare la rivolta dei lavoratori.L’esecutivo di Hollande è sotto schiaffo dopo il naufragio ieri del progetto di riforma costituzionale che mirava a privare della nazionalità francese chi ha doppio passaporto e si macchia di reati di terrorismo. Una misura definita inefficace e divisiva anche dalla stessa sinistra del partito socialista che oggi si oppone alla riforma del lavoro.
francia-proteste
Hollande, che è già il presidente meno amato nella storia moderna di Francia, continua ad assistere alla caduta del consenso: un sondaggio di ieri mostra che non ce la farebbe ad arrivare la ballottaggio per le presidenziali. Hollande, 61 anni, ha detto che non si ripresenterà se non riuscirà a ridurre la disoccupazione, ferma da tempo attorno al 10%, e spera che la riforma del lavoro aiuto le imprese ad assumere.Ma le pressioni della piazza e della politica hanno già convinto il governo ad annacquare il progetto di legge e le misure ora si applicano solo alle grandi imprese.
Alcuni sindacati moderati hanno dato il loro sostegno alla nuova formulazione, ma la scorsa settimana le manifestazioni di Parigi sono degenerate in violenza, con auto bruciate, una trentina di arresti e scontri con la polizia, che ha risposto con i lacrimogeni. Un video di un agente di polizia che picchia un quindicenne fuori da una manifestazione è diventato virale e ha alimentato la rabbia dei manifestanti. L’agente è stato arrestato e interrogato oggi, hanno detto fonti giudiziarie.Secondo un recente sondaggio il 58% dei francesi è ancora contrario alla riforma.
Il ministro del Lavoro Myriam El Khomri ha detto di comprendere che “un testo così profondamente riformista abbia sollevato questioni e richieda un dibattito” aggiungendo “non è un assegno in bianco per le imprese”. Le aziende non hanno gradito la rimozione del tetto per i risarcimenti per i licenziamenti senza giusta causa e la rinuncia alle misure che consentivano alle piccole e medie imprese di introdurre unilateralmente un orario flessibile. Il voto del Parlamento è atteso a fine aprile-inizio maggio.Le autorità dell’aviazione civile hanno chiesto alle compagnie di cancellare il 20% dei voli dall’aeroporto di Parigi Orly e un terzo dei voli da Marsiglia per lo sciopero dei controllori di volo. L’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi non dovrebbe invece essere toccato dalla protesta di 36 ore contro i tagli all’occupazione e l’assenza di investimenti.(fonte Afp)


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