giovedì 9 giugno 2016

La storia del capo Sioux "cavallo pazzo" ucciso vigliaccamente



Hoka hey, oggi è un buon giorno per morire!

Sono finiti i tempi del cerbiatto e del bisonte.E’ finito anche il tempo dell’onore. La Nazione muore, ed io con lei. Le mie verdi praterie non vedrò più, il cielo terso e le grandi montagne all’orizzonte, dove sono? L’acqua fresca del fiume che scorre sulla pelle mai più io sentirò. Il galoppo dei cavalli, il muggire del bisonte, l’odore del sangue bevuto dal suo collo, il profumo e il caldo della donna nella tenda, l’odore delle pelli stese al sole spariranno per sempre dietro quelle mura.
Grande Spirito dove sei? Sei morto anche tu con gli ultimi  bisonti? Ascolta il dolore del del tuo Popolo.
Io Cavallo pazzo condottiero dei Sioux  Oglala, sono qui incatenato su di un carro, cammino scortato da quattro giacche azzurre verso la prigione. Guardato con disprezzo e con paura. Hanno paura i bianchi, hanno paura persino di guardarmi gli occhi, anche adesso che sono incatenato. Ma che nemico è? Sussultano spaventati ad ogni mia mossa.
Mi sembra ancora ieri, quando sulle Colline Nere, sulle sponde del Little bigHorn, cavalcavo alla testa dei guerrieri. Quel giorno il Grande Spirito era con noi. Capelli Gialli perse il senno e venne a sfidarci sino al villaggio e a morire.
Il sudore dei cavalli, le grida di morte, finalmente li circondammo, gli stolti si erano divisi, e con un grande assalto, fui io che strappai il cuore all’ultimo soldato, Le urla di vittoria riecheggiarono a lungo in tutta la valle, sino al villaggio. Tutti gli scalpi furono stesi ad essiccare. I nostri vecchi a lungo hanno celebrato cantando la vittoria. Tutti li uccidemmo, non si arresero, anche il guerriero bianco quando vuole, sa morire con onore, o forse è  solo la morte che ci rende onore e ci fa diventare tutti uguali.
Ma il tempo passa in fretta, e l’uomo bianco dalle locuste ha preso anche il numero e se ne uccidi cento, ritorneranno in mille. Ci hanno inseguito sempre, per un intero anno. Ho visto morire  di stenti  le nostre donne  i vecchi e i bambini.
Che triste questo giorno, seduto su di un carro, incatenato come una bestia. L’uomo bianco la chiama civiltà, ma non conosce onore. Inganno è il suo vero nome e una pietra gialla ha messo al posto del suo cuore. Ci ha ucciso mille volte spezzando il nostro orgoglio con la forza del cannone e con l’inganno del serpente. Le locusta è madre della sua razza.
Ma profetizzo, chi con la terra mercanteggia no, non andrà lontano, ma a me, Cavallo Pazzo, capo dei Sioux non resta che una scelta : Hoka hey, Oggi è un buon giorno per morire!
Cavallo Pazzo morì  poco prima della mezzanotte del 5 settembre 1877, ferito a morte con una baionetta, alla presumibile età di trentasette anni.

Fonte: ercole57.wordpress.com

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