domenica 15 marzo 2015

ISIS. ex jihadista rivela: "ecco perché gli ostaggi sono così calmi prima di morire"


Avete mai fatto caso con quanta "dignità" muoiono i condannati a morte dell'Isis? Insomma, non è certo una morte facile e poco dolorosa. C'è chi viene arso vivo, chi decapitato. Molti si sono stupiti di tutto il "contegno" tenuto dalle vittime nei video diffusi dall'organizzazione, nei quali nessuna delle vittime si ribella o prova a interrompere o a rovinare la macabra sceneggiata. La spiegazione del fenomeno sembra abbastanza semplice e confermata da diverse testimonianze, tra le quali anche quella di un jihadista pentito che ha lasciato l’organizzazione, intervistato da Sky News. Ecco il video.



Secondo queste testimonianze le vittime non danno segno di ribellione perché non sanno che stanno per essere uccise.
Pare infatti che gli uomini dell’ISIS sottopongano i prigionieri a diverse finte esecuzioni e che comunque dicano loro di non preoccuparsi che non saranno uccisi, che partecipano al montaggio di filmati di propaganda. La tecnica serve a evitare gli inconvenienti che capitavano ai decapitatori nei primi tempi dell’invasione irachena, perché i prigionieri che gridano, si ribellano o semplicemente insultano i boia rovinano i video di propaganda. Proprio la cura nella confezione dei video conferma questa ipotesi, ed è facile notare che raramente si assiste a video nei quali la parte culminante, quella dell’uccisione, non è tagliata, almeno nel caso dell’esecuzione di ostaggi occidentali.


Fonte: caffeinamagazine.it



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