mercoledì 30 aprile 2014

Quanto si guadagna a coltivare canapa (industriale) ?

canapa soldi

Quanto si guadagna a coltivare canapa? Le valutazioni economiche di Cesare Tofani

E’ una domanda che si fanno in molti e alla quale spesso non è facile rispondere. Ci ha provato Cesare Tofani, presidente di Toscanapa con questo articolo che pubblichiamo volentieri qui sotto.
Ma alla fine…Quanto si guadagna a coltivare canapa? La domanda sorge spontanea ed è più che legittima, specie considerando il panorama deprimente dell’agricoltura in Italia ai giorni nostri. La risposta, o meglio le risposte, non sono naturalmente scontate, ma è doveroso farci due conti, come sono usi a fare gli agricoltori, con i piedi ben piantati per terra e la faccia esposta a tutti i venti. Nell’articolo che potete scaricare integralmente nell’area download cerchiamo di esporre sinteticamente i dati aggiornati in nostro possesso, evidenziando alcuni fattori critici ed infine indicare quelle strategie produttive che possono orientare le scelte di coloro che vogliono oggi riprendere a coltivare canapa in modo redditizio.
Si parla dunque delle sementi-varietà, risultati attesi e problematiche di approvvigionamento, della preparazione del terreno, della raccolta e di metodi e macchine e produzioni attese.
Ricapitolando i costi imputabili ad un ettaro coltivato si aggirano tra 900 e 1000 euro. I ricavi della vendita dei prodotti agricoli, paglie e semi, sarebbero mediamente di 2400 euro, lasciando quindi all’agricoltore un margine lordo di circa 1400 euro. Questi risultati economici sono alla portata della maggior parte delle aziende agricole che operano in Italia, ma ci saranno differenze significative in più o in meno dipendenti da alcune variabili e cioè qualità e preparazione del suolo, scelta della varietà, epoca di raccolta, efficienza delle macchine e perizia degli operatori, andamento climatico.

Si possono fare molti soldi dicendo alle persone sane che sono malate

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Così inizia un articolo scritto per il “Britisch Medical Journal” da un giornalista scientifico, un medico di base e un professore di farmacologia clinica, il cui titolo esplicita l’argomento: Vendere malattie: l’industria farmaceutica e il mercato della malattia.Gli autori dimostrano, con numerosi esempi, che c’è una costante azione, da parte dell’industria farmaceutica, di medicalizzazione della società, al fine di allargare il mercato.Lo studioso della Sanità Gianfranco Domenighetti così descrive le strategie di allargamento del mercato messe in atto dall’industria e dagli altri anelli della rete.“Anticipazione della diagnosi, screening e altre procedure assimilabili, che tendono ad estendere il dominio della malattia sul piano temporale della vita. Abbassamento della soglia tra normalità e patologia, che tende ad estendere il dominio della vita sul piano quantitativo. Attribuzione della qualifica di patologico a condizioni esistenziali comuni, che tendono ad estendere il dominio della malattia sul piano qualitativo”La promozione dello sreening rappresenta probabilmente “il più grosso business per creare nuovi ammalati”, scrive Domenighetti.Tipico è lo screening per il PSA (l’antigene prostatico specifico), che è stato proposto a tappeto in Europa e negli USA a maschi cinquantenni, anche in buona salute, con effetti nulli sul controllo della mortalità per tumore alla prostata, con molti effetti negativi derivanti dalla diffusione ingiustificata della chirurgia della prostata e con molti effetti positivi per i produttori dei test e dei farmaci.

In UK preferiscono Putin come leader mondiale

Vladimi PutinQualche settimana fa Nigel Farage (fondatore dell'Independent Party UKIP,) si è “scontrato” in un dibattito con il vice-Primo Ministro Nick Clegg, sulla questione ucraina.
Farage ha detto che la Russia è stata provocata dall’Europa, che gli eurocrati hanno fatto male a costringere gli ucraini fra Occidente e Russia e che Vladimir Putin è «obbiettivamente» (senza necessariamente prenderne le parti, ha aggiunto) uno stratega politico di prima grandezza.
I commenti dei media inglesi sono stati poco “inglesi” (per esempio il Guardian) e il The Independent, ha pensato di lanciare un sondaggio fra i suoi lettori.
«Il leader mondiale preferito da Farage è Putin. Lo stesso Putin che sta aiutando Assad in Siria, che s’infischia del diritto internazionale per annettersi la Crimea. Questo, Farage lo trova ammirevole. Diteci: qual è il vostro leader preferito?».
I risultati del sondaggio:

Tedeschi bravi a indignarsi, non a pagare i loro crimini

I tedeschi non hanno mai pagato. I tedeschi devono pagare. Sono passati quasi settant’anni dalla fine dellaguerra, ma il tema dei risarcimenti alle vittime dei massacri compiuti in Italia e contro i militari italiani è più attuale che mai. E diventa ancora più incandescente nei giorni in cui Berlusconi va all’attacco e afferma che «per i tedeschi i lager non sono mai esistiti». A Berlino è tutto un coro sdegnato di reazioni furibonde. E così le polemiche elettorali, alla vigilia delle Europee, rischiano di far dimenticare quel contenzioso ancora aperto che riguarda migliaia di persone. Può apparire paradossale che a distanza di tanto tempo le stragi – da Marzabotto alle Ardeatine e da Cefalonia a Sant’Anna di Stazzema – siano ancora materia di cronaca giudiziaria, ma va detto che purtroppo per molti anni la giustizia italiana è rimasta inerte.
Solo dopo la scoperta nel 1994 a Palazzo Cesi del cosiddetto Armadio della vergogna, le procure militari si sono messe al lavoro e negli ultimi dieci-Fucilazione nazistaquindici anni sono arrivati i verdetti, i più ormai definitivi. Sentenze che però restano lettera morta perché le autorità di Berlino non hanno finora mosso un dito per farle eseguire. Certo, diventa difficile, quasi impossibile e probabilmente anche insensato, arrestare pensionati di novanta e passa anni, strapparli alla loro tarda vecchiaia e spedirli in cella per il resto dei loro giorni. Ma sul tappeto ci sono anche le provvisionali e in qualche caso i risarcimenti stabiliti in sede civile. «In teoria – spiega l’avvocato Claudio Defilippi, uno dei massimi esperti in Italia – a pagare dovrebbero essere i singoli imputati, ma è ovvio che così i familiari delle vittime non prenderanno mai un centesimo. È la Germania che deve assumersi la responsabilità di quel che è accaduto». Altrimenti le sentenze restano un elenco vuoto, un po’ come le grida manzoniane.

martedì 29 aprile 2014

Medz Yegher. 99 anni fa il genocidio armeno

Medz Yegher. 99 anni fa il genocidio armenoCome ogni anno, il 24 aprile l'Armenia celebra la ricorrenza del Medz Yeghern, il loro personale olocausto.
E' passato quasi un secolo da quel lontano 1915, data che ormai è per sempre più legata al non troppo conosciuto genocidio armeno, un evento noto anche con il termine di Medz Yeghern, il Grande Male. Si tratta di un doloroso ricordo per la popolazione cristiano-ortodossa della piccola nazione caucasica, un avvenimento che provocò la morte di oltre un milione e mezzo di persone a opera dei militari turchi.
 La storia è lunga, complessa e ha un primo inizio nel lontano 1894 – 1896, anni in cui il sultano ottomano Abdul-Hamid II condusse una campagna contro gli armeni. All'epoca erano circa due milioni quelli che risiedevano in territorio turco; dopotutto una nazione tutta loro non ce l'avevano e, causa anche la presenza di alcuni movimenti autonomisti appoggiati dalla Russia, vennero presi di mira con interventi armati che determinarono la morte di migliaia di armeni e la messa a fuoco di interi villaggi. Una sorta di operazione che sembrerebbe aver coinvolto anche i curdi.
Questo evento, che si potrebbe definire in realtà solo una sorta di preambolo, trovò il suo apice più violento in quello che avvenne nel 1915, il genocidio vero e proprio del popolo armeno. Durante la notte che intercorse tra il 23 e il 24 di aprile, mentre al governo c'erano i Giovani Turchi, vennero arrestati i primi armeni: si trattava di scrittori, giornalisti, anche delegati del Parlamento. Un lavoro che durò diversi giorni, settimane, e che determinò una notevole quantità di prigionieri i quali vennero deportati verso l'interno della penisola anatolica, con lunghe ed estenuanti camminate nel deserto note anche come marce della morte; centinaia di migliaia furono le vittime provocate dalla fame, dalle malattie o più semplicemente dalla stanchezza.

Carabinieri. Entro il 30 aprile inizia lo smantellamento dei reparti

carabinieriTempi duri per tutti in Italia, compresa l'Arma dei carabinieri che in un'ottica dispending review procede a tappe forzate con la chiusura di numerosi reparti.
Entro il 30 aprile quindi, nel quadro dei provvedimenti di razionalizzazione operati dal Comando Generale conseguentemente ai tagli imposti dal contenimento della spesa, saranno soppresse le aliquote Artificieri antisabotaggio dei comandi provinciali di Latina, Messina, Caltanissetta e Brindisi, nonché del Gruppo Operativo Calabria e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna.


Fonte: articolotre.com

Un paese dove l’affitto costa 15 euro al mese

Img02463 1 Un paese dove laffitto costa 15 euro al meseMARINALEDA, DOVE L’AFFITTO SI PAGA 15 EURO/ROMA – Nel cuore dell’Andalusia, a 100 Km da Siviglia, c’è una piccola comunità rurale dove la disoccupazione non esiste e l’affitto costa 15 euro al mese: Marinaleda.
Comune agricolo circondato da campi coltivati e uliveti, sembra un paese come tanti altri, se non fosse cha ha un sindaco, Juan Manuel Sanchez Gordillo, legato al movimento nazionalista andaluso, la lucha jornalera, e alla lotta operaia. Da quando lui è al governo, il paese si è trasformato in un piccolo paradiso.  La popolazione, prima molto povera, ha occupato terreni abbandonati dai latifondisti per metterli a reddito, e dall’inizio del suo mandato (1979) ad oggi quasi tutta la popolazione si è dedicata alla coltivazione ed alla trasformazione dei frutti della terra riunendosi nella Cooperativa Humar.
A Marinaleda oggi si producono, conservano ed esportano (anche in Italia) peperoni, carciofi, legumi, olio d’oliva. La disoccupazione è allo 0%, mentre nel resto dell’Andalusia la media è il 34% ed arriva al 63% fra i giovani. Lo stipendio è fisso e uguale per tutti: 47 € al giorno.
Le cariche pubbliche non vengono retribuite perché sono un servizio alla popolazione. La criminalità non esiste e nelle “Domeniche Rosse” la collettività si adopera per mantenere il decoro della cittadina.
Sempre improntato ad un principio solidaristico anche il diritto alla casa.
Il sistema di welfare messo su negli anni permette ai cittadini di costruirsi una casa di 90 metri quadri con un anticipo di 15 euro. Basta mettere a disposizione la propria forza lavoro, il terreno e il progetto li mette il Municipio, il denaro lo presta a tasso zero il governo andaluso.

Il New York Times spiega perché la crisi della UE è colpa della Germania

IL NEW YORK TIMES SPIEGA PERCHE' LA CRISI DELLA UE E' COLPA DELLA GERMANIA (DALLA RIUNIFICAZIONE AL TAGLIO DEI SALARI)IL NEW YORK TIMES SPIEGA PERCHE' LA CRISI DELLA UE E' COLPA DELLA GERMANIA (DALLA RIUNIFICAZIONE AL TAGLIO DEI SALARI)

Per capire una delle ragioni fondamentali della crisi finanziaria europea che ha quasi causato il collasso finanziario globale e ha minacciato di annullare una tendenza durata sei decenni verso un'Europa unita, si potrebbe osservare una bel mucchio di grafici sui mercati obbligazionari, sui disavanzi delle partite correnti e sugli squilibri fiscali.

Oppure, si potrebbe dare un'occhiata ai nuovi dati compilati da LIS, il gruppo che gestisce il  Luxembourg Income Study Database, che mostrano come è distribuito il reddito nei paesi di tutto il mondo. Esso offre una visione sorprendente sul perché l'Europa sia arrivata sull'orlo del baratro finanziario.

Nella maggior parte delle economie avanzate, negli ultimi decenni la classe media ha fatto progressi significativi  in termini di potere d'acquisto, anche se i ricchi hanno fatto parecchio meglio. Ma un grande paese fa eccezione, con i lavoratori a reddito medio che non hanno visto alcun aumento significativo dagli anni '90 .

Questo paese è la Germania, la più grande economia in Europa. E i numeri sono notevoli . Dal 2000 al 2010, il reddito al netto delle imposte per le persone che si trovano al centro della distribuzione del reddito in Germania è aumentato del 1,4 per cento. Non all'anno. In totale.

Se si guarda ad un arco di tempo più lungo, dal 1990 al 2010, nemmeno l'ordinario lavoratore tedesco se l'è passata tanto bene. Il reddito medio pro-capite è aumentato del 7,5 per cento, che equivale a un tasso annuale di solo lo 0,4 per cento.

Spagna al collasso: 6.000.000 disoccupati per colpa dell'euro e della troika

SPAGNA AL COLLASSO: 6.000.000 DI DISOCCUPATI PER COLPA DELL'EURO E DELLA FOLLE POLITICA ECONOMICA IMPOSTA DALLA UE.

SPAGNA AL COLLASSO: 6.000.000 DI DISOCCUPATI PER COLPA DELL'EURO E DELLA FOLLE POLITICA ECONOMICA IMPOSTA DALLA UE.

Il tasso di disoccupazione in Spagna è ancora aumentato nel corso del primo trimestre dell’anno, raggiungendo quota 25,93%. I disoccupati nel paese sono 5’933’300.

Gli analisti fanno notare che rispetto all’ultimo trimestre del 2013, i senza lavoro sono comunque 2’300 di meno e questo leggero calo potrebbe significare un”inversione di tendenza e l’avvio del paese verso una cauta ripresa economica.

Vietare i cellulari ai bambini sotto i 10 anni: la richiesta dei pediatri italiani


L'utilizzo dei cellulari si sta trasformando da uso in abuso
L’utilizzo dei cellulari si sta trasformando da uso in abuso
Perdita di concentrazione, difficoltà di apprendimento, aggressività. L’utilizzo dei cellulari si sta trasformando da uso in abuso e gli effetti nocivi per la salute sono sempre più evidenti. A lanciare l’allarme sulle onde elettromagnetiche sono i pediatri  della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale secondo cui i telefonini andrebbero vietati sotto i dieci anni.
“L’Italia – ha spiegato Maria Grazia Sapia, pediatra, esperta di ambiente e bambino – si colloca al primo posto in Europa per numero di telefonini posseduti e l’età media dei possessori diminuisce sempre di più. L’uso si sta trasformando in abuso. Si tratta di piccole ricetrasmittenti che vengono normalmente tenute vicino alla testa durante le comunicazioni.
Gli effetti nocivi per la salute sono sempre più evidenti, alcuni legati agli effetti termici: l’interazione di un campo elettromagnetico con un sistema biologico provoca aumento, localizzato per quanto riguarda i telefonini, della temperatura attivando il sistema naturale del nostro organismo. Quando le esposizioni sono molto intense e prolungate possono superare il meccanismo di termoregolazione portando a morte le cellule con necrosi dei tessuti. Inoltre è ormai accertato che insieme alle altre dipendenze che affliggono la nostra società e specialmente i giovani quali droga, alcool e fumo, un posto predominante lo ha conquistato la dipendenza da telefonino, con danni gravissimi sullo sviluppo psichico e sociale”.

L' AGENDA SEGRETA DI OBAMA E IL VOLO MH370

Free Image Hosting at www.ImageShack.usDI PERCY FRANCISCO ALVARADO GODOY
percy-francisco.blogspot.it

 Obama ha dovuto metterci la faccia .... Poco gli importa della vita dei 239 viaggiatori del volo MH370, di quello che è successo a quella gente e di quello che le Agenzie di Intelligence terranno nascosto o che hanno  già fatto sparire per sempre.

Oggi Obama è arrivato in Malesia per una breve visita di tre giorni. Anche se a quanto pare la ragione ufficiale sono i colloqui ufficiali con il Primo Ministro malese Najib Tun Razak sullo stato attuale dell'accordo di partenariato Trans -Pacifico (TPP). 

Questo è il primo viaggio di un Presidente degli Stati Uniti in Malesia dal 1966.

Il motivo apparente è un maggor rafforzamento delle relazioni economiche tra i due Paesi, in particolare nei settori emergenti e nella high- tech.
Tuttavia , Obama ha altri argomenti nella sua agenda segreta. 

Il primo è fomentare conflitti nella regione per lanciare forti minacce contro la Corea del Nord per le sue presunte azioni contro la Corea del Sud, non solo per mantenere l'egemonia USA nella regione, ma per distogliere l'attenzione da un intervento americano già comprovato in relazione alla scomparsa del Boeing 777 della Malasyan Airlines.
La Corea del Sud ha alimentato le tensioni esprimendo preoccupazione per una presunta accelerazione della corsa nucleare della vicina la Corea del Nord, con cui è in conflitto.
Ma Obama ha anche chiesto l'approvazione di Giappone e Corea del Sud per la sua politica nei confronti della Russia, politica che ha portato ad un surriscaldamento della regione per la manipolazione di una presunta minaccia russa in Ucraina, alimentata dai golpisti di Kiev e per le forti sanzioni da mettere a chi si dichiara vicino al Presidente Putin.

10 MODI PER ALCALINIZZARE IL CORPO

alcalinizzare il corpo con il limone
Di Ale Rivale

Alcalinizzare il corpo è fondamentale. L’acidità del corpo condiziona le malattie, l’eccesso di peso e molti altri problemi di salute. Fortunatamente, rendere il corpo più alcalino ( l’opposto di acido) è facile.
1 . Bevi acqua con limone al risveglio. Inizia la giornata con un grande bicchiere di acqua e versaci dentro il succo di un intero limone appena spremuto. Il limone ha il gusto acido ma, come abbiamo già visto, ha l’ effetto opposto sul corpo e sul metabolismo.
2 . Consuma abbondanti insalate verdi con succo di limone e olio d’oliva. Le insalate verdi sono tra le migliori fonti di minerali alcalini, come il calcio .
3 . Mangia un paio di mandorle non salate al giorno. Le mandorle sono ricche di minerali alcalini naturali come calcio e magnesio, che aiutano a bilanciare l’acidità e il bilanciamento di zucchero nel sangue .

Scopri come alcalinizzare il tuo corpo per combattere le malattie.

4 . Bevi un frullato di latte di mandorle e frutti di bosco con aggiunta di integratori come la spirulina o la clorella. Preferisci il latte di mandorle a quello vaccino, poiché quest’ultimo è acidificante e fa male agli adulti.
5 . Svolgi esercizio fisico più che puoi o almeno un paio di volte alla settimana. Se non ti senti sportivo, buttati sulle camminate veloci che fanno bruciare molte calorie e velocizzano il metabolismo. Per di più sono adatte anche alle persone sovrappeso in quanto non comportano rischi per le articolazioni come la corsa stessa.

E’ tempo di strappare alle banche private il monopolio nella creazione della moneta

“Lo Stato deve avere il monopolio nella creazione della moneta”. M. Wolf del Financial Times “E’ tempo di strappare alle banche private questo potere. Un gigantesco buco per le economie di mercato” Martin Wolf nel suo ultimo articolo sul Financial Times torna a occuparsi – lo aveva già fatto anche qui – dell’attività bancaria e a chiedere di dare allo Stato il monopolio nella creazione di moneta.
“Una delle più importanti proposte in tal senso era quella contenuta nel Piano di Chicago, avanzata negli anni ’30, tra gli altri, da un grande economista, Irving Fisher. Il suo punto centrale era il requisito del 100% di riserve sui depositi. Fisher sosteneva che questo avrebbe ridotto notevolmente i cicli economici, messo fine alle corse agli sportelli e ridotto drasticamente il debito pubblico. Uno studio del 2012 dello staff del Fondo Monetario Internazionale suggerisce che questo piano potrebbe funzionare bene”, scrive Wolf. “Il nostro sistema finanziario è così instabile perché prima lo Stato gli ha permesso di creare quasi tutta la moneta dell’economia e poi è stato costretto a assicurarlo nell’esercizio di tale funzione. Si tratta di un gigantesco buco nel cuore delle nostre economie di mercato. Potrebbe essere chiuso separando la emissione di moneta, che è giustamente una funzione dello Stato, dalla fornitura di finanziamenti, che è una funzione del settore privato. Questo non accadrà ora. Ma ricordiamo questa possibilità. Quando la prossima crisi arriverà – e sicuramente arriverà – dobbiamo essere pronti”. conclude. “Mettere al bando le banche”: la proposta non è così folle come sembra. Business Insider World Affairs 

Stress: ecco i 10 segnali da non sottovalutare

http://facebook.com/informatitalia Attenzione al Cortisolo (conosciuto anche come “ormone dello stress”): i dieci segnali assolutamente da non sottovalutare.
Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali del nostro corpo. È conosciuto anche come “ormone dello stress”, proprio perché la sua produzione, in genere, aumenta a seguito di situazioni di forte stress, fisico e mentale, al fine di incrementare la quantità di energia necessaria al nostro corpo.
Gli elementi che vengono rilasciati nell’organismo, a seguito di un eccesso di cortisolo, dovrebbero essere smaltiti attraverso un’attività fisica costante. L’aumento di situazioni stressanti, il consumo giornaliero di caffeina e uno stile di vita sedentario rendono non solo difficile abbassare i livelli di questo ormone, ma continuano a stimolare il nostro organismo a produrne ancora di più.
Questo a lungo andare porta, inevitabilmente, ad alcuni effetti collaterali: come la riduzione della sintesi di collagene, la riduzione delle difese immunitarie, un eccesso di stanchezza.
Ecco 10 segni che ci aiutano a capire quando nel nostro organismo ci sono troppi “ormoni dello stress” in circolo.
1 – Ipersensibilità al dolore
Quando i livelli di cortisolo rimangono alti per un lungo periodo di tempo, le ghiandole surrenali cominciano a indebolirsi. Questo genera un aumento dei livelli di prolattina, che porta a una maggiore sensibilità del corpo a particolari tipi di dolore, come il mal di schiena e i dolori muscolari. Una quantità eccessiva di cortisolo aumenta anche la sensibilità del sistema nervoso in risposta agli stimoli dolorosi, di conseguenza anche la minima fitta può eccitare i nervi del cervello, provocando mal di testa.
2 – Difficoltà nel dormire
I livelli di cortisolo sono portati a scendere di notte, permettendo così al corpo di rilassarsi e di ricaricarsi. Ma se ci sono troppi ormoni dello stress in circolo, questo meccanismo si inceppa. Così, anche se avete avuto una giornata particolarmente stancante, vi ritroverete facilmente a rigirarvi nel letto tutta la notte, sentendovi nuovamente stanchi il giorno successivo.
3 – Stanchezza cronica
Anche se, nonostante tutto, avete dormito bene, vi alzate ancora più stanchi di quando siete andati a letto. Nel corso del tempo, alti livelli di cortisolo riducono l’attività delle ghiandole surrenali predisponendo il vostro organismo a una sorta di stanchezza cronica. Quindi, se la mattina diventa sempre più difficile trovare la forza di alzarvi dal letto, probabilmente, è perché siete stressati.
4 – State ingrassando
Anche se pensate che state mangiando in maniera corretta e che state praticando sufficiente attività fisica, continuate a ingrassare. Questo avviene a causa del cortisolo che riduce la capacità dell’organismo di utilizzare il grasso presente nelle riserve al fine di produrre energia, favorendone l’accumulo soprattutto intorno all’addome.
5 – Siete facilmente soggetti a raffreddori e infezioni
Elevati livelli di questo ormone disattivano i naturali meccanismi di auto-riparazione del vostro corpo, influenzando il funzionamento della ghiandola del timo, la cui attività consiste nel portare a maturazione vari tipi di linfociti atti a riconoscere e distruggere le cellule infette. Questo porta il vostro sistema immunitario, perfettamente progettato dalla natura per mantenervi in buona salute, a lasciarvi particolarmente vulnerabili.
6 – Voglia di cibi non sani
Il cortisolo provoca l’incremento di zuccheri nel sangue, del colesterolo e della pressione sanguigna, e riduce la capacità dell’organismo di utilizzare il grasso accumulato nelle riserve per produrre energia. Lo stress e l’aumento della quantità di zucchero causano, a loro volta, una sovrapproduzione di insulina che induce l’organismo a desiderare cibi dolci, salati, ipercalorici.
7 – Calo del desiderio sessuale
Alti livelli di cortisolo funzionano come una sorta di anti-Viagra. Questo perché, quando gli ormoni dello stress sono alti, gli ormoni che inducono la libido faticano a fare il loro lavoro.
8 – Stomaco sottosopra
Il sistema gastrointestinale è molto sensibile a ormoni come il cortisolo. Potreste quindi trovarvi ad avvertire nausea, bruciore di stomaco, crampi addominali, diarrea o costipazione. Il tutto a causa dell’aumento di stress che riduce la capacità di digerire i cibi e diminuisce l’assorbimento dei minerali. Inoltre, il cortisolo inibisce la crescita della flora batterica nell’intestino.
9 – Ansia
Cortisolo e adrenalina possono portare a nervosismo, sensazioni di panico e, nel peggiore dei casi, anche alla paranoia, perché interferiscono nella produzione di serotonina e dopamina.
10 – Rughe
Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, l’ormone dello stress inibisce la sintesi di collagene e causa disidratazione, questo porta a un invecchiamento precoce della pelle e alla comparsa di rughe.

Cosa fare?

Ecco alcuni piccoli accorgimenti per ridurre i livelli di cortisolo nel vostro organismo:
  • eliminare la caffeina;
  • dormire di più;
  • praticare regolare attività fisica;
  • stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue;
  • fare ricorso a tecniche di rilassamento come meditazione e yoga.
Per tenere sotto controllo la produzione di cortisolo, un passo importante è cercare di adottare un migliore stile di vita, affidandovi a una dieta sana ed equilibrata. In vostro aiuto poi, possono ricorrere la meditazione e l’ashwagandha o ginseng indiano, un’erba particolare della medicina ayurvedica che può aiutarvi a ridurre stress e ansia.

Fonte: ecplanet.com

TTIP, il trattato che segnerà la resa dell’Europa

http://www.sapereeundovere.itDi Mauro Indelicato
Se fino ad adesso possiamo solo supporre, per via di oggettivi dati di fatto, che l’Europa è al servizio degli USA, fra non molto tempo, lo si potrà conclamare ufficialmente e con tanto di trattato e ratifica ufficiali, dal nome di TTIP, ovvero Transatlantic Trade and Investment Partnership. Un nome che dice già molto, forse già tutto ed evoca l’abbattimento di ogni barriera commerciale tra le due sponde dell’Atlantico; insomma, i mercati di USA e UE saranno uniti, senza più interposizioni.
I neo liberisti, spacciano tutto ciò come un qualcosa di profondamente romantico, un avvicinamento tra due grossi mercati, che fondendosi andranno ad occupare, per il momento, il 60% del commercio mondiale; ma nella realtà, tutto è tranne che un qualcosa in cui poter trovare elementi positivi per l’Europa. Levando dogane e barriere tra America ed Europa, ecco che vi sarà il via libera alla definitiva invasione di multinazionali nel vecchio continente; accomunate da un unico mercato, agli occhi del resto del mondo USA ed UE saranno la stessa cosa, la stessa entità, con il moribondo continente europeo inghiottito dal pesce a stelle e strisce.
Anche perché, in scala più ridotta, noi europei abbiamo già la dimostrazione che libertà nel mercato, vuol dire far vincere il più grande, anzi farlo del tutto stravincere, uccidendo il più piccolo. Grecia, Spagna ed Italia, soccombono, in un mercato unico, alla Germania; le piccole aziende, vengono surclassate dalle multinazionali; gli asset industriali dei paesi in sofferenza, svenduti, con la scusa di un’altra parola romantica, ossia quella di “privatizzazioni”, ad aziende di stati stranieri.
Se già tutto questo avviene su scala europea, le conseguenze per la moribonda Europa su scala transatlantica sono ben immaginabili. A Bruxelles, al posto della bandiera blu a dodici stelle, potrebbe far bella mostra di se la bandiera bianca di resa; l’Europa, il continente che ha scritto la storia, adesso ammaina i propri vessilli a favore dell’unione con un altro continente, a favore insomma di una fusione che puzza molto di rinuncia. Rinuncia alla propria storia, alla propria economia, alla propria sovranità, parolone che ormai i burocrati di Bruxelles hanno messo all’indice nero dei termini impronunciabili.

L’oro alla patria: costretti a cedere i gioielli di famiglia

http://www.sapereeundovere.itGrazie ad una miracolosa operazione di trasparenza sul giro d’affari dei “Compro Oro”, è stato svelato al Senato che gli italiani, nel biennio 2011-2012, hanno svenduto ai tanti negozietti appositi circa 300 tonnellate di oro e preziosi, per un totale di 14 miliardi di euro. Cifra enorme, equivalente alla finanziaria del 2013: «Le famiglie italiane si sono fatte una finanziaria da sole», commenta Debora Billi. «Io lo trovo assolutamente vergognoso. Trovo indegno di un paese civile (nota frase abusata dai politici in campagna elettorale) che i cittadini siano ridotti a vendersi l’oro in quantitativi industriali per riuscire a tirare avanti. E’ una cosa da vomito. In un certo senso, hanno dato l’oro alla patria. Hanno tirato la fine del mese da soli, mentre il loro paese era occupato a dirottare i soldi delle tasse verso gli interessi sul debito anziché provvedere a chi si trovava in difficoltà come sarebbe compito di una comunità. Chissà, forse “ce lo chiede l’Europa”».
«Mentre i piazzisti commerciali dell’Unione Europea provano a convincerci raccontando che in 70 anni non si sono fatte guerre», continua la Billi, noi «guardiamo agli italiani che si sono spogliati anche delle fedi nuziali, ai greci che muoiono senza medicine e senza cibo nelle mense scolastiche, agli ucraini governati dai nazisti, alla Germania che chiede forza lavoro a basso costo, e ci sembra che tutto somigli tanto, ma tanto tanto, al 1943». L’anno peggiore è stato il 2012, conferma “Il Fatto Quotidiano”: la scritta “compro oro” campeggiava ovunque e milioni di italiani vendevano i propri preziosi per arrivare a fine mese. I dati sono largamente sconosciuti. Ascoltato dalla commissione industria del Senato, il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, ha svelato i numeri di un fenomeno di massa: nel 2012 gli italiani hanno venduto 200 tonnellate d’oro per un valore di 8 miliardi di euro. Due anni fa, stimano le Camere di commercio, 17 milioni di persone sono entrate in una delle oltre 22.000 agenzie, sorte come funghi in tutti i quartieri delle città, per vendersi l’oro di famiglia.

REALTA’ O FANTASIA? Papa Giovanni XXIII avrebbe incontrato un alieno – Il racconto del suo segretario personale.

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Nel 1961, due anni prima di morire, Angelo Roncalli, il Papa Buono, avrebbe incontrato un alieno. L’incontro sarebbe avvenuto nei giardini di Castel Gandolo. Alla presenza di un testimone speciale: Loris Francesco Capovilla. Il segretario particolare di Papa Giovanni XXIII.
La notizia apparve su un quotidiano inglese e fu poi ripresa dal Sun nel 1985. Ma nessuno ci fece caso. Oggi quell’incontro torna alla ribalta grazie ad un filmato apparso su YouTube. E fa il giro del mondo. Ecco tutta la storia di un “contatto” molto particolare.

di SONIA T. CAROBI
Camminavano. Il lago a pochi passi, il silenzio di uno dei borghi più belli d’Italia. Camminavano. Come avevano fatto mille volte in quegli splendidi pomeriggi d’estate. Uno a fianco all’altro. Come due amici. Come persone qualsiasi. Che hanno voglia di starsene un po’ in disparte. Fuori dalla routine quotidiana.
Era luglio. Un pomeriggio di luglio del 1961, quando accadde.
“Li avevamo sopra le nostre teste. Luci. Erano luci colorate. Azzurro. Arancio. Ambra. Qualche minuto, e poi…”. E poi, accadde. L’imponderabile. L’impossibile. Ciò che è difficile anche da raccontare. E allora tutto d’un fiato. Le luci sono astronavi. Le astronavi sono dischi nel cielo turchino d’un pomeriggio qualunque a Castel Gandolo. Si muovono silenziose. Stanno. Per qualche minuto su quelle due figure inconfondibili che camminano fianco a fianco. Come persone qualsiasi.
Poi il contatto. Una delle astronavi si stacca dalla stormo. Atterra. Si ferma “nel lato sud del giardino”. Il portellone si apre e dalla carlinga viene fuori qualcosa. E’ “assolutamente umano”. Solo che. Solo che… ha una luce intorno. Una luce che lo avvolge.

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