giovedì 27 novembre 2014

L'uomo che ha rubato 35 milioni di euro e non ha mai visto un centesimo


Michel Ferrari e suo figlio Jérôme. Tutte le foto per gentile concessione di Michel Ferrari e di Éditions L'Archipel 

Di Julie Le Baron - vice.com



Il 25 marzo del 1990, un gruppo di malviventi armati si è introdotto nel caveau della sede centrale dell'UBS a Ginevra, in Svizzera, neutralizzando l'apparato di sicurezza dell'edificio con una facilità sconcertante. 
Dopo essere rimasti per un'ora e 45 minuti nel caveau centrale, il gruppetto è fuggito con 220 chili di banconote provenienti dall'Italia e dal Nord Africa. La polizia non ha mai ritrovato il bottino (dal valore di circa 35 milioni di euro) e tutti i sospetti sono stati assolti; tutti tranne Michel Ferrari, la mente dell'operazione, che è finito dietro le sbarre del carcere Champ-Dollon di Ginevra. 
Dall'assalto al treno Glasgow-Londra del 1963durante il quale alcuni rapinatori britannici hanno rubato 2,6 milioni di sterline (circa 3 milioni di euro) destinate alla Banca d'Inghilterrain poi, il titolo di "colpo del secolo" è stato attribuito almeno a un'altra decina di rapine. Anche se in tutte queste rapine erano in gioco cifre di denaro astronomiche, ognuna aveva le sue particolarità. 
Nel colpo grosso dei diamanti di Anversa, per esempio, alcuni truffatori italiani erano entrati in una banca vestiti con degli scudi di polistirolo per neutralizzare i rivelatori di calore a infrarossi posti all'ingresso dell'edificio. Nel caso del colpo alla Société Générale di Nizza, in Francia, Albert Spaggiari e i suoi uomini avevano scavato un tunnel di otto metri nelle fogne tramite il quale erano riusciti ad entrare nella banca.
Il piano concepito da Michel Ferrari era altrettanto fantasioso e aveva richiesto mesi di prove perché la sua banda fosse in grado di metterlo in pratica alla perfezione. "Ho progettato la rapina del secolo senza sapere che sarebbe stata la rapina del secolo," mi ha detto Ferrari. "Non volevo rivoluzionare il modo di fare una rapina. Stavo solo cercando un modo rapido per guadagnare un sacco di soldiuna cosa a cui tutti pensano di tanto in tanto." 
Il caveau fotografato dalla polizia svizzera dopo il colpo. I complici di Ferrari si erano lasciati dietro l'equivalente di 2 milioni e mezzo di franchi svizzeri. 
All'inizio degli anni Ottanta, poco dopo la nascita di suo figlio Jerome, Michel Ferrari aveva lasciato il lavoro nel settore edile per dedicarsi a tempo pieno a uno dei suoi passatempi preferititrasportare grosse somme di denaro oltre il confine svizzero per conto di evasori fiscali francesi.

Ferrari aveva poi iniziato a lavorare come maestro di tennis al New Sporting, un centro nella campagna ginevrina di proprietà dell'uomo d'affari André Guelfi. Lì, era entrato in contatto con campioni di golf, diplomatici, banchieri, calciatori svizzeri del Servette Football Club e attori francesi come Jean-Paul Belmondo.
Frequentando questo ambiente mondano, "dove la Mercedes era un'auto da poveri," nel 1993 Ferrari era riuscito a comprarsi una Porsche Turbo 3.6. Il primo trasporto di denaro dalla Francia alla Svizzera, però, lo aveva fatto a bordo di una piccola auto di marca giapponese. 
I criminali corsi Alexandre Chevrière e Jacques Pattachini fotografati insieme a Michel Ferrari, otto giorni prima del colpo.
Nel 1981, dopo l'elezione del socialista Francois Mitterand alla presidenza della repubblica, molti milionari francesi si erano affrettati a trasferire i loro soldi in Svizzera. I più credevano che un governo di sinistra avrebbe messo in atto piani di collettivizzazione delle risorse economiche del paese, e avevano paura che "i carriarmati russi sarebbero arrivati a Place de la Concorde," come aveva detto l'ex ministro dell'interno Michel Poniatowski. 
Grazie a sua moglie Marie-Christine, che in quel momento era il segretario esecutivo della sede centrale dell'UBS, Ferrari aveva incontrato Georges, un ricco imprenditore di Nizza, tramite il quale entra entrato in contatto con i suoi primi clienti. Tra una partita di squash e l'altra, Ferrari trasportava dalla Francia alla Svizzera migliaia di dollari nascosti nelle buste della spesa, ricavando una cospicua somma per ogni viaggio. Nel giro di otto anni ha portato avanti e indietro chili di lingotti d'oro, mazzette di denaro, bottiglie di Calvados e persino nastri contenenti informazioni sensibili sui suoi clienti francesi. 
Poi, nel 1989, i controlli alla frontiera tra Francia e Svizzera avevano iniziato ad essere sempre meno rigorosi, e il reddito di Ferrari era crollato drasticamente. Era stato in quel momento che aveva deciso di concepire un piano per una rapina. 
"Mi ci sono voluti vari mesi di riflessione," racconta. "Un mio amico, Laurent Chudzinski, lavorava presso la sede centrale dell'UBS. In pratica, il suo lavoro consisteva nel contare banconote tutto il giorno. Era così frustrato che aveva iniziato a svelarmi tutti i segreti della banca e a parlarmi di quanto fosse antiquato il sistema di sicurezza, i cui codici segreti non venivano cambiati da anni." Nel giro di qualche mese, dopo molto lavoro e una pianificazione meticolosa, il progetto aveva iniziato a prendere forma. Oltre a Chudzinski, Ferrari aveva reclutato Sebastian Hoyos, un comunista brasiliano che lavorava come guardia all'UBS.
Alcuni oggetti sequestrati dalla polizia dopo la rapina
Nel settembre del 2014, dopo aver già pagato svariate multe per comportamenti illeciti nei confronti dei consumatori francesi, la sede di Parigi dell'UBS è stata accusata di aver aiutato i suoi clienti più facoltosi a evadere le tasse. Quando ho chiesto a Ferrari se il suo crimine avesse avuto motivi politici, non mi ha dato una risposta precisa. "L'ho fatto più che altro per motivi personali," mi ha detto. "Volevo guadagnare abbastanza da non dover lavorare mai più. Ma ero anche felice di poter dare una bella lezione all'UBS."
Secondo Ferrari, dopo la seconda guerra mondiale la banca avrebbe dovuto risarcire alcuni correntisti ebrei, ma non l'aveva mai fatto, preferendo versare i soldi su conti fittizi intestati a persone che erano morte durante la guerra invece che cercare i legittimi eredi. "Avrei dovuto prendere tutto," racconta Ferrari. "Nessuno su questo pianeta può darmi lezioni di etica. Persino il giudice che si è occupato del mio caso è stato successivamente condannato per corruzione." 
Ferrari sostiene anche di aver visto molti politici di destra francesi andare a Ginevra per motivi fiscali. Eppure, nonostante io abbia insistito, si è rifiutato di rivelare le loro identità per paura di "possibili conseguenze." 
Nel settembre del 1989, un imprenditore di nome George avrebbe dovuto recarsi a Ginevra per un paio di giorni, per portare in Svizzera dall'Italia i soldi appartenenti ad alcuni suoi amici corsi. Ferrari l'aveva considerata un'ottima opportunità per fare affari, e aveva offerto ai fratelli Pattachini e ad Alexander Chevriére di aiutarlo a compiere la rapina, permettendogli anche di reclutare alcuni uomini fidati. Non sapeva di avere a che fare con dei criminali corsi della potente ​Gang de la Brise de Mer. "All'epoca non li conosceva ancora nessuno," mi ha spiegato Ferrari. "Per quanto ne sapevo io, erano quattro ladri di polli." 
Dopo un po', Chudzinski era riuscito a ottenere i codici di sicurezza e le chiavi per aprire il caveau principale. Ferrari aveva pianificato la rapina per poco prima di Pasqua, perché sapeva che in quel periodo il caveau sarebbe stato spostato al piano interrato, una zona molto più protetta. Aveva poi deciso di far ricadere le colpe sul capo di Chudzinski, che era in possesso di tutti i codici della banca. Aveva chiesto ai corsi di rapirlo e sottoporlo a un violento interrogatorio per assicurarsi che i suoi complici fossero al sicuro. I corsi non lo fecero mai: un comportamento che ha perfettamente senso, visto che il loro piano era quello di tenersi tutti i soldi senza dare un centesimo a Ferrari. 
L'identikit di Michel Ferrari pubblicato da alcuni giornali svizzeri dopo la rapina
Oggi, gli investigatori svizzeri credono che il denaro sia stato utilizzato per finanziare la latitanza di Richard Casanova, il presunto capo della banda dei corsi che Ferrari incontrò di sfuggita il giorno prima della rapina per discutere gli ultimi dettagli. 
La rapina si era svolta senza problemi. Alle 07:45, quattro corsi erano entrati in banca e avevano preso i soldi. Se ne erano andati verso le 09:20. Nel frattempo, Ferrari era al New Sporting, in attesa di una chiamata dei complici che sarebbe dovuta arrivare intorno alle 10:00. Il suo amico Ernest Spath gli aveva prestato il suo lussuoso appartamento sulla Quai du Rhone, a un chilometro e mezzo dalla banca, così che i corsi potessero usarlo per nascondere la refurtiva per un po'. 
Tre settimane più tardi, dopo aver scoperto che i suoi complici non si erano mai recati in quell'appartamento, Ferrari aveva deciso di mettersi sulle loro tracce, insieme al suo fratellastro Yves, a Ernest e al suo amico Patrick. Con loro avevano una .44 magnum, una calibro 45 e una Sig-Sauer P228. Ma il loro viaggio a Bastia si era concluso con un buco nell'acqua.   
Il 29 maggio, Ferrari era stato arrestato dalla polizia, dietro denuncia del suo 'amico' Georgesconvinto a farlo, pare, con una ricompensa di tre milioni di franchi svizzeri. Era stato condannato a otto anni di carcere. Nonostante avesse agito con dei complici, avrebbe pagato lui tutte le conseguenze della rapina. 
Dopo 24 anni di silenzio, Michel Ferrari ha pubblicato il libro "J'ai Reussí Le Casse Du Siécle" [Ho organizzato il colpo del secolo], con l'aiuto del biografo Joelle Peltier, il quale, per dirla con le parole di Ferrari, "ha trasformato in una bellissima storia il libro informe che ho scritto in prigione. Ci sono voluti diversi anni per farlo pubblicare. Prima di poterlo fare, ho dovuto aspettare che i miei complici venissero assolti. E in più molti editori avevano paura dei corsi." 
Oggi, Ferrari gestisce due saloni di bellezza nel centro di Ginevra. In passato, ha lavorato in due locali notturni e in una videoteca che "non è sopravvissuta all'avvento della pirateria." I criminali corsi coinvolti nel caso non hanno mai parlato e alla fine sono stati giudicati innocenti. Chevrière è rimasto vittima di un attentato nel 2004, quando è stato raggiunto da nove colpi d'arma da fuoco mentre usciva da un'aula di tribunale dopo aver vinto un processo. È morto cinque anni dopo per le ferite riportate. Nel 2008, Richard Casanova è stato assassinato in un garage vicino a Porto Vecchio.
ll New Sporting è stato acquistato da Ernest Spath, che ha scontato una condanna a un mese di carcere per aver prestato il suo appartamento a Ferrari nel giorno della rapina. In questo momento, è molto probabile che sia uscito in barca e stia navigando le piatte acque del lago di Ginevra in compagnia di sua moglie, Dona Bertarelli. Secondo Forbes, la famiglia di sua moglie possiede il novantaduesimo patrimonio più cospicuo del mondo. Michel Ferrari, invece, spera ancora che un giorno riuscirà a entrare in possesso della fortuna che insegue da anni. Sta pensando a un adattamento cinematografico del suo libro, "preferibilmente diretto da Thomas Langmann o da Luc Besson." 

Segui Julie Le Baron su Twitter: ​@icth
Fonte: vice.com 



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