domenica 28 luglio 2013

Denuncia Cgia: “In Italia le imprese pagano di corrente il 68% in più della media Ue”

elettricFra prezzo pagato ai fornitori e carico fiscale, le piccole imprese italiane pagano l’energia elettrica il 68% in più della media Ue. E’ il risultato emerso da un’analisi condotta dall’Ufficio studi della Cgia che ha comparato i costi dell’energia elettrica praticati in Ue alle piccole imprese. Un confronto da cui emerge come solo Cipro registri una situazione peggiore della nostra.

Il costo praticato nel nostro Paese è pari a 198,8 euro ogni 1.000 Kwh consumati (a Cipro la tariffa è di 234,2 euro). Ogni 1.000 kwh consumati, una piccola impresa italiana paga 55 euro di tasse, un vero record europeo. Analizzando invece l’incidenza percentuale delle tasse sul costo totale (27,7%) le imprese italiane si piazzano al secondo posto: solo la Germania (32,3%) presenta un’incidenza superiore alla nostra. Non solo: le piccole imprese italiane pagano il 61% in più delle grandi imprese: solo in Grecia (82,4%) si registra un differenziale più elevato del nostro.

L’incredibile Pd, il non-partito che sta suicidando l’Italia

Quando si pensa che il Pd abbia toccato il fondo, ci si sbaglia sempre: dopo la “carica dei 101” che hanno impallinato Prodi nella corsa al Quirinale ecco il governo-inciucio con Berlusconi, l’ex giaguaro da smacchiare, nonché la sospensione dei lavori alle Camere, la votazione pro-F35, il no all’ineleggibilità del Caimano e il salvataggio del ministro Alfano sul caso kazako. Quante volte si è suicidato, il Pd? Eppure è ancora lì, con un suo uomo – Enrico Letta – a capo del governo imposto da Napolitano per rassicurare la Germania e gli altri poteri forti, europei e atlantici. Ormai, dice Giacomo Russo Spena, tira aria di balcanizzazione e guerra tra le correnti. Mentre gli “Occupy Pd” lanciano su Twitter l’hashtag #Mobbasta, molti elettori si sentono giustamente traditi: avevano sostenuto il Pd turandosi il naso, in nome del “voto utile” contro il Cavaliere, e ora l’odiato “nemico” se lo ritrovano al governo. Pd e Pdl «a braccetto, come due novelli sposini».
Bersani e LettaPer Pippo Civati o l’ex ministro Fabrizio Barca, il Pd è riformabile e può acquisire accenti socialdemocratici, è in grado di promuovere una politica di welfare e diritti – con un nuovo New Deal, per dirla con Luciano Gallino – e nello stesso momento riformare il paese senza cadere nella trappola dell’austerity. E’ ancora un’alternativa almeno teorica al Cavaliere? Se lo domandano due libri: “Chi ha suicidato il Pd”, del giornalista de “L’Espresso” Alessandro Gilioli, e “Democrat”, di Massimiliano Amato. In vista del congresso, scrive Russo Spena su “Micromega”, sono due letture che «ricostruiscono l’agonia di questo partito tafazziano che, dalla nascita nel 2007 ad oggi, è riuscito a inanellare molte sconfitte e pochissime vittorie». Tra gli “imputati” del fallimento, Gilioli mette Bersani, Veltroni, D’Alema, Finocchiaro, Lusi e Fioroni, domandandosi se “un altro Pd è possibile” o se, al contrario, «la spirale autodistruttiva è destinata a non finire mai».

Notizie scioccanti da attivisti "No Ogm"


Un nuovo scioccante rapporto investigativo dal più grande quotidiano in Germania sostiene che la Monsanto, l'esercito americano e il governo degli Stati Uniti hanno agito in collusione per rintracciare e distruggere entrambi attivisti anti-OGM e scienziati indipendenti che studiano gli effetti negativi di alimenti geneticamente modificati.
Il rapporto intitolato "The Sinister Monsanto Gruppo: 'Agent Orange' di mais geneticamente modificato", ha descritto una 'nuova guerra cibernetica conio' scatenata contro sia eco-attivisti e scienziati indipendenti dai sostenitori ed ex dipendenti della Monsanto, che sono descritti come "operativamente potenti assistenti" e che hanno preso a volte alte cariche rango nell'amministrazione Usa, autorità di regolamentazione, e alcuni dei quali hanno profonde connessioni all'interno dello stabilimento industriale militare, compresa la CIA.
"Grazie al Snowden e Wikileaks, il mondo ha una nuova idea di come questi amici e partner operano in cui potere e denaro sono interessati. La piattaforma di whistle-blowing ha pubblicato dispacci dell'ambasciata due anni fa, che comprendeva anche dettagli sulla Monsanto l'ingegneria genetica. "
"Gli Stati Uniti si augura che i negoziati avviati questa settimana per un accordo di libero scambio tra gli Stati Uniti e l'Unione europea aprirà anche i mercati per l'ingegneria genetica."

Gino Strada all’attacco: “Parlamento pieno di papponi, pedofili e condannati”

gino-stradaGino Strada all'attacco:

“Parlamento pieno di papponi, pedofili e condannati”

Il fondatore di Emergency in un’intervista al Fatto attacca le istituzioni e scarica Grillo: “Il mio nome per il Quirinale era una provocazione, non penso che il M5S cambi le cose”. E ammette: “Non ho votato per loro semplicemente perché non voto da 35 anni, non voterò mai chi non mi garantisce che non mi porti in guerra”.
Per lui il parlamento è “un luogo inutile pieno di condannati, papponi e pedofili“. E’ la bordata che il fondatore di Emergency Gino Strada lancia alle istituzioni. In un’intervista al Fatto Quotidiano il chirurgo-pacifista è un fiume in piena e ne ha per tutti.
E Gino Strada non risparmia neanche Beppe Grillo: “Lui mi ha candidato al Colle. Ma era una proposta-provocazione. Il presidente lo eleggono i grandi elettori e dentro il parlamento ci sono condannati, papponi e pedofili”. Insomma Strada non ha mai preso sul serio la sua candidatura al Colle si dice deluso dal Movimento Cinque Stelle: “Il M5S è stato un segnale forte per i signori della politica. Non sono però ottimista sul fatto che le cose cambieranno. Bisogna parlare di valori, più delle coglionate dei politici”.

Ministero Esteri: Prestiti agevolati alle aziende che delocalizzano

Anziche' sostenere e incentivare le imprese in Italia il governo pensa ad agevolare le imprese italiane che delocalizzano: praticamente con i soldi che prelevano alle aziende che restano in Italia si aiutano quelle che sottraggono posti di lavoro...

Redazione Informati

Rilanciare lo strumento dei crediti agevolati alle imprese italiane che intendono creare joint ventures con imprese locali nei Paesi in via di sviluppo: e’ quanto deciso dal Comitato direzionale per laCooperazione allo sviluppo della Farnesinaper venire incontro e coniugare le attivita’ a favore dei Paesi in difficolta‘ con la necessita’ di internazionalizzazione delle aziende italiane in un momento in cui, a causa della crisi economica, le risorse a disposizione sono sempre meno.
Lo strumento dei crediti agevolati, dopo aver conosciuto un boom nel corso degli anni ’90, ha subito un declino negli ultimi anni. Per rilanciarlo, il ministero degli Esteri ha approvato alcune modifiche, tra cui l’aumento del numero dei paesi eleggibili ai fini di tale credito, che passano da 29 a 95, includendo quelli a basso/medio reddito, altamente indebitati e meno avanzati.

martedì 23 luglio 2013

La profezia di Godley: con l’euro, nazioni ridotte a colonie

Poi non dite che non ci avevano avvisati. L’euroscettico Wynne Godley lo fece, in modo perentorio, a partire dal lontano 1992, al momento del varo del Trattato di Maastricht. Tesi: senza un governo democratico federale, l’Europa affidata solo all’euro e alla Bce è fatta apposta per portare le sue nazioni al collasso economico. Perché, senza un potere di spesa illimitato e “pronta cassa”, alla prima crisi seria si spalancherà l’inferno delle austerità e le economie più deboli cominceranno a soccombere, andando incontro alla catastrofe sociale. Godley non era un profeta, ma semplicemente un economista democratico: «Se un paese o una regione non ha alcun potere di svalutare – scriveva nel ’92 – e se questo paese non è il beneficiario di un sistema di perequazione fiscale, allora un processo di declino cumulativo e terminale sarebbe inevitabile e condurrebbe, alla fine, all’emigrazione come unica alternativa alla povertà e alla fame».
Wynne Godley«Moltissime persone, in Europa, si sono rese conto improvvisamente di quanto il Trattato di Maastricht potrebbe interessare direttamente le loro vite e quanto poco ne conoscano i contenuti. La loro legittima ansia ha spinto Jacques Delors a fare una dichiarazione secondo la quale il punto di vista della gente comune, in futuro, dovrebbe essere consultato. Avrebbe potuto pensarci prima». Parole che sembrano scritte oggi. E che, invece, hanno richiesto vent’anni per essere diffusamente comprese. «L’idea centrale del Trattato di Maastricht – scrive Godley in un intervento ripreso dal sito “MeMmt” – è che i paesi della Ce dovrebbero muoversi verso l’unione economica e monetaria, con una moneta unica gestita da una banca centrale indipendente. Ma qual è il resto della politica economica da approntare? Poiché il trattato non propone alcuna nuova istituzione eccetto quella di una banca europea, chi sponsorizza tale trattato probabilmente crede che non occorra fare di più». La storia dell’economia che si auto-regola? Non s’è mai visto al mondo. Eppure: pare che proprio questo surreale “punto di vista” abbia effettivamente determinato la modalità con la quale è stato inquadrato il Trattato di Maastricht, prima causa dell’attuale catastrofe economica.

Spigole con l'aereo di Stato Conto da 200mila euro per l'ex generale Speciale

Ricordate Roberto Speciale? L'ex Generale delle fiamme gialle che si faceva spedire il pesce per i suoi banchetti privati con un ATR-42 da Pratica di Mare fino in Trentino? Ebbene la Corte dei Conti ha deciso di presentargli.... il conto! E' stato condannato a pagare una bella cifretta... anche se il processo penale per abuso d'ufficio e peculato è finito con la prescrizione... che guarda caso non salva mai un "cittadino qualsiasi" sotto processo anche per reati minori, mentre salva spesso politici e affini...

Staff nocensura.com
Leggi l'articolo di liberoquotidiano.it

Da http://www.nocensura.com/2013/07/spigole-con-laereo-di-stato-conto-da.html

Come uccidere i commercianti: 5.000€ di multa per una gentilezza

Nel Savonese una pizzeria al taglio rischia di chiudere per aver servito due tranci di pizza ai clienti seduti al tavolo. E intanto altri 250mila posti di lavoro vanno in fumo
 
Entrare in una pizzeria al taglio, chiedere una margherita e sedersi mentre viene scaldata, ringraziare il gestore che - con un gesto gentile - ci porta il nostro trancio fumante al tavolo, senza farci alzare.
Una scena ordinaria in molti locali, ma che rischia di costare cara. Come è successo ad Albisola Superiore (Savona), dove la pizzeria "Benvenuti al Sud" si è vista comminare una multa da 5mila euro solo perché il proprietario ha portato due pezzi di pizza ai clienti seduti al tavolino esterno.
Una sanzione severa imposta dalle normative che vietano l'esercizio di servizi non previsti dalle licenze e sulle quali gli agenti che in questi giorni stanno battendo a tappeto il litorale savonese non possono fare molto.

lunedì 22 luglio 2013

“Svendono l’Italia e la chiamano modernità” Piano privatizzazioni, parla Maurizio Zipponi

Zipponi, Lei più volte, anche su questo giornale,  ha denunciato il progetto governativo di  vendere gli ultimi “gioielli di famiglia” pubblici come Eni, Enel e Finmeccanica. Il ministro Saccomanni, al G20 di Mosca,  ha annunciato che proprio queste aziende sono a rischio privatizzazione a causa della necessità di abbattere il debito pubblico. Ci può spiegare meglio quello che sta accadendo? 
Quello che sta accadendo è che in autunno finiranno praticamente i soldi per tutti: per lo Stato, per le imprese, per le famiglie. Altro che pagamenti alle imprese da parte della pubblica amministrazione, qui sono a rischio gli stipendi pubblici! Andiamo incontro a un periodo drammatico, forse non ai livelli della Grecia,  ma  le conseguenze sociali saranno comunque disastrose e la classe dirigente invece che intaccare i privilegi vuole ancora una volta scaricare il costo della crisi sui ceti più deboli, su lavoratori e pensionati. La vendita di Eni o di pezzi di Finmeccanica è una follia, un modo per distruggere il sistema Italia che aggraverà ancora di più il nostro declassamento industriale rendendoci di fatto una colonia.
Chi si avvantaggerà dell’eventuale vendita di questi asset strategici italiani? 
Sicuramente ne trarrà beneficio l’economia tedesca: la Siemens sembra già interessata allo shopping industriale così come alcune aziende francesi. L’Italia è ormai un immenso supermercato a cielo aperto in cui in saldo si vendono i nostri pezzi migliori come è già accaduto con importanti marchi di moda.

sabato 20 luglio 2013

Ecco come la Germania sta comprando la Grecia

La Germania (non solo lei) sta acquistando la Grecia, che da tempo è in svendita. I tedeschi tra l'altro hanno concesso anche prestiti al paese ellenico, incassandone gli interessi. E rifiutano di pagare i risarcimenti che spetterebbero alla Grecia sin dal dopoguerra per le atrocità commesse dai nazisti: 70 miliardi di euro che al paese ellenico farebbero un gran comodo...

Da ieri, tutte le operazioni finanziarie elleniche sono gestite dall'istituto tedesco Kfw, il "braccio armato" di Deutsche Bank

«Questi qui si stanno comprando tutta la Grecia» sentenzia un tassista fuori dall'Hotel Hilton di Atene. La visita del super ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble è appena terminata, ma la sensazione diffusa è che sia stata più una presenza per addolcire l'amara cicuta che altro.
Alla vigilia dell'ennesima tranche di prestiti da 2,5 miliardi che la troika dovrebbe sbloccare per agosto, la notizia vera non è l'ennesimo buco nell'erario ateniese (mancati introiti per 1,6 miliardi dal gennaio ad oggi) ma il tentativo di Berlino di occupare finanziariamente il Paese. Mentre tutti sono impegnati a discutere del licenziamento di 25mila dipendenti pubblici che non muta di una virgola lo scenario apocalittico dei conti greci, Berlino ha deciso di impiantarsi in Grecia «conquistandola» definitivamente.

Da oggi tutte le operazioni finanziarie (investimenti, fondi alle piccole e medie imprese, infrastrutture) saranno gestite direttamente dall'istituto tedesco Kfw, il braccio armato di Deutsche Bank. La Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW) non è una banca scelta a caso. Si tratta dell'Istituto di Credito per la Ricostruzione, creato nel 1948, dopo la Seconda guerra mondiale, nell'ambito del Piano Marshall. Dopo la caduta della cortina di ferro, ha avuto un'impennata precisa con risvolti geopolitici rilevanti, finanziando la Germania Est con fondi europei. Schaeuble, incontrando due giorni fa ad Atene armatori, banchieri, manager e intermediari finanziari, ha chiarito come il suo Paese intenda il rapporto tra creditore e debitore: la Kfw lavorerà in cabina di regia con il Fondo di sviluppo greco-tedesco, che investirà nei piani aziendali, in particolare nelle piccole e medie imprese greche assolutamente carenti di liquidità. Ma lo farà tramite uno strumento di influenza economica internazionale dello Stato tedesco. Sarà il big brother con cui la Germania seguirà materialmente ogni singolo euro che si sposterà per e sul territorio ellenico.

giovedì 18 luglio 2013

Italia sempre più nel baratro: sono 9 milioni gli italiani alla fame

Clochard
Le persone in povertà assoluta passano dal 5,7% della popolazione del 2011 all’8% del 2012

Aumenta in un anno l’incidenza della povertà assoluta in Italia. Come certifica l’Istat, le persone in povertà assoluta passano dal 5,7% della popolazione del 2011 all’8% del 2012, un record dal 2005.

È quanto rileva il report «La povertà in Italia», secondo cui nel nostro Paese sono 9 milioni 563 mila le persone in povertà relativa, pari al 15,8% della popolazione.

Di questi, 4 milioni e 814 mila (8%) sono i poveri assoluti, cioè che non riescono ad acquistare beni e servizi essenziali per una vita dignitosa.

IL MEZZOGIORNO - Una situazione accentuata soprattutto al Sud. Nel 2012 infatti quasi la metà dei poveri assoluti (2 milioni 347 mila persone) risiede nel Mezzogiorno. Erano 1 milione 828 mila nel 2011. Preoccupanti anche i dati sui minori e anziani: quelli in povertà assoluta al Sud sono 1 milione e 58 mila (703mila nel 2011, l’incidenza è salita dal 7% al 10,3%) e gli anziani 728 mila (707mila, l’incidenza è pari a 5,8% per entrambi gli anni).

Ristoranti: "Tracce di saliva dei cuochi nella maggior parte dei piatti"

chef

Non è un quadro entusiasmante del mondo della ristorazione quello che emerge dalla lettura di un'inchiesta che, ovviamente, sta facendo parecchia discutere. Parliamo di  "Babylon Restaurant", firmata dal britannico Imogen Edwards-Jones, che si è servito dell'aiuto di numerosi testimoni anonimi (proprietari, cuochi, camerieri...).
Il dato che colpisce di più, è la presenza della saliva dei cuochi nella maggior parte dei piatti proposti ai clienti. Sì perché in cucina si tende ad assaggiare le pietanze...
Ma nel libro-inchiesta si parla anche della scarsa qualità delle materie prime utilizzate. L'obiettivo, infatti, in molti casi è risparmiare a scapito della qualità... Naturalmente non mancano le proteste nei confronti dell'autore da parte dei ristoratori (soprattutto inglesi), che si difendono...
R

Fonte: affaritaliani.it

mercoledì 17 luglio 2013

Il mercato dell'oro fisico la spunterà su quello cartaceo

Di Egon von Greyerz, membro del consiglio di amministrazione di Goldbroker.com
Gli investitori devono ignorare i movimenti a breve termine dell'oro e dell'argento e concentrarsi esclusivamente sui fondamentali del mercato. È difficile sapere dove cominciare. Ci sono incendi in tutto il mondo e non possono essere spenti.
Tutto quello che faranno governi e banche è buttare benzina su questi incendi, non potendo fare altro (oltre a stampare moneta) per risolvere i problemi che attanagliano il mondo...
Ognuno di questi incendi potrebbe essere il catalizzatore della prossima crisi, sicuramente più dura rispetto a quello del 2008. Ho già detto in precedenza che il Giappone rappresenta un caso disperato e non salvabile, grave considerando che i nipponici sono la terza economia al mondo...
In Cina la situazione non è migliore, per via della bolla nell'economia e nel sistema finanziario. Lo scoppio di questa bolla avrà certamente effetti disastrosi nell'economia mondiale e nel commercio. Giappone e Cina dovranno continuare ad allargare il credito e stampare moneta. È la sola cosa che possono fare per salvare le loro economie. La conseguenza sarà l'inflazione o l'iperinflazione.
In Europa, due banche centrali hanno confermato che le loro economie sono in gran difficoltà. La BCE, attraverso il presidente Mario Draghi, ha dichiarato che i tassi d'interesse resteranno bassi per un periodo prolungato. La BCE è sotto una pressione immensa; il suo bilancio è pieno di titoli tossici dei paesi membri.

martedì 16 luglio 2013

L'Onu annuncia la "nascita" di un nuovo tipo di nuvola...

Secondo l'ONU è "nato" un nuovo tipo di nuvola, che sarà catalogata.




"E ' nato un nuovo tipo di nuvola, nonostante gli studiosi del settore, in questo campo, non si aspettassero novità"... scrive Repubblica. "E' dal 1951 che non veniva catalogato un nuovo tipo di nuvola". "La nuova nuvola è grande, grigio scura e attraversata da mulinelli. Presto l'Onu le darà un certificato di autenticità. Per il momento è stata classificata con il nome di "undulatus asperatus"
  
Prendiamo atto che è nata una nuvola: resta da stabilire se è opera di Madre Natura... o di Padre Haarp:  è piuttosto strano che, improvvisamente, nel 2013, spunti dal nulla un nuovo tipo di nuvola, dall'aspetto piuttosto "artificiale", quantomeno inconsueto. Il fatto che sia attraversata da mulinelli inoltre, alimenta il sospetto che alla base possano esserci reazioni scatenate da onde elettromagnetiche.

La prima volta è stata avvistata negli USA (la "patria" dell'Haarp è il primo luogo dove è comparsa...casualmente ) e successivamente anche in Europa: in Francia, Novergia, Inghilterra e Scozia.

Altro che "tagli" e "spending review": aumenta la spesa per le scorte


GLI UNICI ''TAGLI'' A CUI ABBIAMO ASSISTITO SONO QUELLI SU SCUOLA, SANITA', STATO SOCIALE... dopo la sparatoria di Montecitorio hanno INCREMENTATO il servizio di scorta, per una spesa annuale di 255 milioni di euro: che si sommano al MILIARDO di euro che ci costano le auto blu... 

Redazione Informatitalia

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Ostaggi della Germania: la nostra crisi è il loro business

Un governo inerte che vive solo di rinvii, soprattutto in materia di economia e tassazione: persino il Fmi ammette che la politica di rigore è suicida, ma nessuno osa contrastare il diktat della Germania. Che, per fare profitto, ha bisogno esattamente di questo: indebolire di proposito il Sud Europa, per imporre il suo export demolendo la concorrenza industriale stritolata dalla crisi e “rubando” manodopera specializzata. Queste, spiega Guglielmo Forges Davanzati su “Micromega”, sono le ragioni per le quali «il governo tedesco ha interesse a mantenere (e perpetuare) un’Europa a doppia velocità». L’economia tedesca costituisce oggi il 23% del Pil dell’Eurozona. La crescita economica tedesca è essenzialmente trainata dalle esportazioni: e circa il 60% dell’export tedesco è rivolto ai paesi dell’Eurozona. «A fronte di ciò, il resto dell’Eurozona (i paesi mediterranei, innanzitutto) fa registrare tassi di crescita negativi, consistenti aumenti della disoccupazione – e in particolare della disoccupazione giovanile – riduzione dei consumi e degli investimenti». E nessuno ferma la Germania, perché temono che salterebbe in aria l’euro.
Se la crescita economica tedesca è trainata dalle esportazioni, e se le imprese tedesche esportano prevalentemente nell’Eurozona, «ci si Letta e Merkeldovrebbe attendere che sia nell’interesse del capitale tedesco consentire agli altri paesi membri dell’Unione Monetaria Europea di mettere in atto politiche che accrescano la loro domanda». Invece, avviene esattamente il contrario: evidentemente, la perseveranza tedesca nell’imporre politiche di rigore «porta a considerare due fattori che rendono conveniente, al capitale tedesco, l’impoverimento del resto del continente: lo sfascio delle industrie del Sud Europa favorisce comunque la penetrazione della concorrenza tedesca, sia in termini di vendita del “made in Germany” che in termini di acquisizione a basso costo di personale specializzato, ormai a disposizione dell’industria di Berlino.

Disabili e lavoro. Corte di giustizia europea condanna l’Italia: "Non ha recepito direttiva UE"

L’Italia è stata condannata per non aver imposto a tutti i datori di lavoro di prevedere soluzioni ragionevoli applicabili a tutti i disabili. Ed è perciò venuta meno al suo obbligo di recepire correttamente e completamente la direttiva 2000/78/CE che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di lavoro. LA SENTENZA

Gli Stati membri devono imporre a tutti i datori di lavoro l’adozione di provvedimenti pratici ed efficaci a favore di tutti i disabili. Non avendo stabilito questo obbligo, l’Italia è venuta meno ai propri obblighi derivanti dal diritto dell’Unione. È quanto hanno stabilito i giudici della Corte di Giustizia Ue che hanno condannato il nostro Paese.

La Corte in ogni caso ha specificato come “il diritto italiano include vari provvedimenti legislativi in materia di assistenza, integrazione sociale e diritti delle persone disabili, nonché di diritto al lavoro”.

Ma il fatto, per cui la Commissione ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia il ricorso per inadempimento, è “che le garanzie e le agevolazioni previste a favore dei disabili in materia di occupazione dalla normativa italiana di trasposizione della direttiva non riguardano tutti i disabili, tutti i datori di lavoro e tutti i diversi aspetti del rapporto di lavoro. Peraltro, l’attuazione dei provvedimenti legislativi italiani sarebbe affidata all’adozione di misure ulteriori da parte delle autorità locali o alla conclusione di apposite convenzioni tra queste e i datori di lavoro e pertanto non conferirebbe ai disabili diritti azionabili direttamente in giudizio”.

McDonald's - Ecco i 17 ingrendienti delle patatine fritte



OVUNQUE BASTEREBBERO OLIO E PATATE MA LA CATENA DI FAST FOOD UTILIZZA BEN 17 INGREDIENTI
Lo scorso anno McDonald’s avviò una campagna sulla trasparenza dei propri prodotti, con lo scopo di dare all’opinione pubblica un’immagine di sé sempre migliore. Una delle strade intraprese è stata quella di rendere più efficace utilizzo dei social network da parte dei “comunicatori” al soldo della multinazionale. Il recente avvento degli hashtag, tuttavia, si è rivelato, un boomerang incredibile. A migliaia hanno criticato la qualità del cibo e – in particolare – il tema degli ingredienti delle patatine fritte è in breve tempo diventato virale.Già, le patatine fritte. Ovunque si fanno con due soli ingredienti: olio e patate. I consumatori del McDonald’s hanno però scoperto che la catena di cibo veloce utilizza 17 (diciassette) ingredienti e che il processo produttivo è incredibilmente lungo. Le patate vengono lavate e sbucciate in Canada, per l’esattezza a New Brunswick. Successivamente vengono “scottate” per rimuoverne gli zuccheri naturali che potrebbero variarne l’aspetto. Poi imbevute di destrosio per dar loro un colore omogeneo. Un altro ingrediente serve a prevenirne l’ingrigimento. Ma torniamo agli ingredienti: abbiamo detto che sono 17.

In Val di Susa c'è la guerra... si a chi la spara e la scrive più grossa

Ormai è prassi, e tra le strategie messe in campo per indebolire il movimento notav, l’informazione gioca un ruolo fondamentale. Lo hanno capito bene dalle parti della Questura, dove ormai lavora a pieno regime un ufficio stampa che dirama comunicati minuziosi già prnti per la pubblicazione sui siti e sulla carta stampata dei giornali.

Lo hanno capito bene alcunii “giornalisti”, a cui basta copiare e incollare due o tre comunicati, e non devono nenahce perdere tempo a scrivere l’articolo. Lo ha capito bene qualche Senatore in cerca di continua pubblicità e qualche sindacalista poliziotto che cerca una poltrona alle prossime elezioni.

Chi lo ha capito bene però sono quei “giornallisti” che amano alimentare la boutade, gonfiandola ad uso e consumo non solo proprio, ma al servizio della lobby del Tav. E così via, la gara a chi la spara più grossa diventa la guerra che c’è in Valsusa, dove, le azioni dirette al danneggiamento del cantiere proseguono da tempo.

Se viene danneggiato un generatore si parla di tentato omicidio, un fuoco d’artificio diventa una specie di bazooka e poi l’obbiettivo è sempre quello di fare il morto, a dir loro.

Boicottato in massa, McDonald chiude i battenti in Bolivia!

 
Viene dal Sudamerica la notizia che fa tremare le gambe al colosso del fast food: in Bolivia, dopo 14 anni, McDonald's chiude.
A causa della scarsissima affluenza che risentiva in questi ultimi tempi, anche gli otto ristoranti che erano aperti nelle grandi città di La Paz, Cochabamba e Santa Cruz hanno chiuso i battenti.
A nulla sono servite le massive campagne pubblicitarie contro il rifiuto da parte del popolo boliviano ad acquistare ancora prodotti alimentari nocivi per la salute e per la società.

Tante sono le accuse rivolte alla famosa multinazionale, a partire dai problemi salutari causati dall' uso di grassi insaturi nelle fritture, per i quali la Corte Suprema della California ha condannato McDonald's a pagare una multa di 8.5 milioni di dollari.

Un'inchiesta di Greenpeace, "Contrabbandare gli OGM di nascosto", ha rivelato anche l' utilizzo di Organismi Modificati Geneticamente (OGM) nei McNugget's, e che farebbero risalire ai laboratori della famigerata Monsanto USA.

Sempre secondo Greenpeace, la catena è coinvolta nella distruzione delle foreste pluviali dell' Amazzonia, dove viene condotto illegalmente un mercato oligopolistico della soia, destinata agli allevamenti europei.

Vaccini: lo stato italiano avvelena i neonati

Foto: web.
Di Gianni Lannes

Effetti indesiderati o ricercati per far soldi sulla pelle di esseri indifesi col pretesto scientifico? Il nome è quello di un killer legalmente autorizzato ad avvelenare i bambini e a trasformarli in pazienti cronici danneggiando irreversibilmente le loro difese immunitarie. Si chiama infatti “Infanrix Hexa”. E’ il vaccino esavalente dal costo di quasi 100 euro - prodotto dalla famigerata società britannica Glaxo Smith Kline, (condannata più volte negli Stati Uniti d’America per aver mandato all’altro mondo tante persone) - somministrato in un'unica soluzione. L'obbligo di legge per i neonati riguarda difterite, tetano, poliomelite, epatite b. Ma nella dose diffusa ci sono gli antigeni per altre due malattie infettive. Secondo l'stituto superiore di Sanità: "Copertura ottimale e nessun rischio provato, il vero scandalo è contrarre virus perché si rifiuta il vaccino". Dunque, solo in Italia salvo in alcune Regioni ove esse sono divenute facoltative (ad esempio il Veneto), sono obbligatorie, per tutti i nuovi nati, le seguenti vaccinazioni:antipoliomielitica (Legge 4 febbraio 1966 n° 51), antitetanica (Legge 20 marzo 1968 n° 419), antidifterica (Legge 6 giugno 1939 n° 891 - L. 27 aprile 1981 n° 166), antiepatite virale B (Legge 27 maggio 1991 n° 165, promulgata da Cossiga su proposta di Andreotti e De Lorenzo). «Mio figlio autistico a causa dei vaccini» ha denunciato l’infermiere Gabriele Milani. Come se non bastasse spesso nei centri vaccinali sono “offerte” e somministrate in unica seduta (contemporaneamente al vaccino esavalente) le vaccinazioni antipneumococcica (contiene 13 antigeni + Polisorbato 80, ovvero una sostanza sterilizzante) ed antimeningococcica C per tutti i nuovi nati.

La vaccinazione anti-epatite b (contenuta nell'esavalente) introdotta grazie alle tangenti ricevute dall’ex Ministro della Salute Francesco De Lorenzo è totalmente illegale e truffaldina, in considerazione del fatto che l’ex Ministro è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione «per il danno all’immagine arrecato alla pubblica amministrazione in relazione agli illeciti, accertati in sede penale, che avevano determinato una ingiustificata levitazione della complessiva spesa farmaceutica».

lunedì 15 luglio 2013

Anche la Francia inizia la svendita del patrimonio pubblico

hollande-prost.jpgIl presidente Hollande ha deciso di mettere in liquidazione le aziende a partecipazione statale mettendo a repentaglio il futuro della nazione

La Francia svende le proprie aziende a partecipazione statale, allo scopo di utilizzare i ricavati per favorire la crescita: una manovra dell’Eliseo che servirà soltanto a salvare capre e cavoli nel tentativo di riacquisire una gran parte dei consensi andati perduti, ma che mette a repentaglio la sovranità nazionale ed economica del Paese d’Oltralpe.
Il governo francese, ansioso di abbinare la sua retorica della promozione della crescita insieme all’austerità di bilancio, ha presentato un piano di 12 miliardi di euro per incrementare gli investimenti nel prossimo decennio, in parte finanziati
dalla vendita di alcune delle grandi partecipazioni societarie dello Stato.
Ma il programma relativamente modesto non entrerà in gioco fino al 2016 affinché non venga meno l’impegno del governo socialista di ridurre il deficit di bilancio al 3 per cento del disavanzo entro il 2015 – un obiettivo già pianificato dall’Unione europea indietro di due anni da parte di Bruxelles, mentre l’economia vive momenti di grande difficoltà.
“Gli investimenti e la responsabilità di bilancio si muovono di pari passo”, ha sottolineato il premier francese Jean-Marc Ayrault. “Per rispettare la strategia finanziaria dello Stato, la spesa legata al piano di investimenti crescerà gradualmente e subentrerà al programma di investimenti futuri”, ha proseguito.

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